Trendlines o Linee di Trend

Trendlines o Linee di Trend
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Trendline e le Linee si Trend

 

Uno strumento tecnico molto importante sono le trendlines, o linee di tendenza. Le trendlines sono nella loro semplicità uno degli strumenti più potenti dell’analisi tecnica, perchè inoltre si fondono perfettamente con la teoria di dow. Una trend rializasta, è una linea retta tracciata in modo tale da congiungere minimi crescenti. Una trendline ribassista al contrario verrà disegnata congiungendo massimi decrescenti. Una trendline viene anche definita supporto o resistenza dinamico. Una trendline rialzista è un supporto dinamico, una trendline ribassista è una resistenza dinamica.

 

Come si traccia una trendline?

Per tracciare una trendline correttamente occorre, come per l’individuazione di supporti e resistenze, un po’ di pratica in modo da sviluppare la giusta sensibiità. Come la maggior parte dell’analisi tecnica, parte consistente del lavoro è pregno di discrezionalità e di conseguenza occorre tanta pratica per riuscire ad utilizzare i concetti di analisi tecnica in maniera corretta. Spesso capita da esempio, che una trendline che pare corretta, vada successivamente ridisegnata, quindi occorre procedere per tentativi al fine di perfezionare il lavoro svolto precedentemente. Lo scopo principale di una trendline ovviamente è quello di evidenziare il trend, servono almeno 2 minimi o 2 massimi da congiungere assieme per formare una trendline rialzista o ribassista. Si comincia ad identificare una linea di trend “provvisoria” congiungendo 2 minimi o due massimi, poi attenderemo pazientemente almeno un terzo minimo o massimo a conferma della validità della trendline. In pratica una trendline è tracciabile con 2 minimi o due massimi, ma ne occorrono almeno 3 perchè essa abbia nell’analisi tecnica una valenza vera e propria.

Prendendo a riferimento l’esempio 1, faccio presente inoltre che prima di disegnare la trendline, molti traders attendono che il punto 2 venga superato dal prezzo, solo in quel caso congiungeranno punto 1 e 2. Altri traders invece considerano la trendline provvisoria tracciabile al ritracciamento del 50% dei punti 2 e 3, ovvero quando il movimento che va da 3 e 4  sia pari alla metà del movimento tra 2 e 3 o almeno pari.

Come detto precedentemente, con 2 minimi o 2 massimi congiunti le trendlines sono definitive, occorre un terzo punto (massimo o minimo) e un onda successiva che superi  l’onda precedente. Nell’esempio1 la trendline sarà definitiva solo nel momento in cui saremo arrivati al punto 6, ovvero avremo avuto un terzo massimo (punto5) e successivamente un onda che supera l’onda precedente (punto6).

Partiamo sempre dall’assunto che il prezzo quando segue un trend non lo fa mai in maniera direzionale al 100%, ovvero non si muove mai sempre e solo nella direzione del trend, ma a causa di aperture di posizioni e prese di profitto successive avremo la formazione di onde.

 

Come operare utilizzando una trendline?

Quando siamo in presenza di una trendline rialzista sarà il momento di acquistare nei punti di congiunzione successivi inferiori al punto 5, e di vendere al termine delle onde rialziste.

Al contrario in presenza di una trendline ribassista (esempio2) sarà il momento di vendere nei punti 5 e successivi e di comprare al termine delle onde dal punto 4-6 e successivi.

 

Esempio1: trendline rialzista

trendline rialzista

 

Esempio2: trendline ribassista

trendline ribassista

 

Rottura di una trendline

Come abbiamo detto, fino a quando una trendline non viene violata può essere utilizzata per determinare i corretti punti di acquisto o di vendita, nell’esempio successivo vediamo la rottura di una trendline. Questo fenomeno spesso comporta un’inversione del trend, non sempre, ma è comunque un campanello di allarme.

Esempio3

rottura di una trendline

 

Valutare l’importanza di una trendline

I due fattori principali da considerare per determinare l’importanza di una trendline sono i seguenti:

  • l’ampiezza dell’arco temporale in cui si è protratta e il timeframe sulla quale la stiamo visualizzando
  • il numero di volte che è stata testata positivamente (il numero di rimbalzi effettuati su di essa senza eseguirne una rottura definitiva)

Una trendline che è stata testata positivamente 8 volte, sarà piu importante ed affidabile di una trendlinie testata 4 volte.

Una trendline che persiste da 9 mesi sarà più affidabile di una presente da 5 settimane.

Per converso più importante è la trendline di riferimento e più la sua rottura produrrà un movimento contrario di rilievo, volatilità e velocità del prezzo.

 

Le piccole violazioni della trendline, false rotture

A volte capita, in particolare sull’intraday, cioè all’interno dell’arco di una stessa giornata di contrattazioni, la trendline venga perforata e poi il prezzo rientri anche più volte. Questo ovviamente crea una situazione di incertezza e difficoltà di analisi. Cosa bisogna fare in questi casi? Dobbiamo ritracciare la trendline oppure lasciamo la trendline originale? In questi casi vige la regola della discrezionalità, come abbiamo ripetuto molte volte fattore essenziale della price action e dell’analisi tecnica.

 

Quando una rottura la possiamo giudicare definitiva?

Una chiusura al di sopra o al di sotto della trendline, in violazione appunto, non è spesso sufficiente a decretarne la rottura definitiva. A volte, se siamo in presenza di trendline di lungo periodo, persino 2 o più chiusure al di fuori della linea di trend a volte non sono sufficienti ad avere la certezza della rottura e quindi dell’inversione imminente della direzione del prezzo. Filtrare ed eliminare le false violazioni è uno dei lavori più complicati e che richiede più tempo ed esperienza, oltre che ovviamente grande discrezionalità. Un modo per filtrare le rotture è di imporsi una percentuale di penetrazione. Se il prezzo supera la % di penetrazione da noi giudicata sufficiente a valutare la rottura definitiva, allora cominceremo ad agire diversamente, ragionando in un’ottica di inversione di trend. Una percentuale utilizzabile per fare questa valutazione potrebbe essere tra il 3% e il 5%. Ovviamente la percentuale di penetrazione è variabile in funzione dell’importanza del trend. Maggiore quel trend sarà per noi importante maggiore dovrà essere penetrato per essere dichiarato rotto definitivamente, al contrario per trend di minore importanza, in particolare su timeframe inferiori, la percentuale di penetrazione può essere inferiore.

Un altro modo per dichiarare la trendline rotta è attendere almeno 2 o 3 chiusure in violazione. Nell’esempio del trend rialzista le candele dovranno chiudersi almeno un certo numero di volte consecutive sotto la trendline di riferimento, molti traders utilizzano il numero 2, questo metodo è più consigliato su trendline a timeframe bassi e non di lungo periodo.

 

Target per trading a rottura

Quando operiamo sulla rottura di una trendline, prenderemo come target di profitto la media dell’ampiezza delle onde del trend, proiettate in maniera opposta. Se per esempio una linea di trend rialzista presenta delle onde mediamente di 300 pips, alla sua rottura potremo operare in vendita, proponendoci come obbiettivo 300 pips.

Esempio4

rottura trendline e target

 

Con questo articolo spero di aver dato qualche spunto di trading interessante che possa aiutarvi a migliorare nella vostra operatività e operare profittevolmente utilizzando l’analisi tecnica e la price action.

 

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