Il Caso AFX Capital, l’incredibile storia di una truffa con licenza europea e uffici in Italia

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Il caso AFX Capital, l’incredibile storia di una truffa con licenza europea e uffici in Italia

Afx Capital era un Broker con licenza europea, uffici in Italia e persino registrato alla CONSOB. La storia di questa truffa è la dimostrazione che il solo fatto che un Broker abbia una licenza europa, gli uffici in Italia, e sia persino registrato regolarmente alla CONSOB, non significa nulla!

Questi signori, di cui faremo nomi e cognomi, hanno truffato MILIONI, MILIONI CHE SONO SPARITI NEL NULLA, pur in presenza di queste licenze. E chi doveva vigilare dov’era? Cosa faceva?

Queste licenze ricordo che vengono costantemente sventolate dai “cacciatori di streghe”, in assenza delle quali si da per scontato che ci si trovi in presenza di una truffa o un abuso (e non è vero) e che invece sono molti i casi, come questo, di Broker che con uffici in Italia e registrati persino alla CONSOB, hanno fatto sparire MILIONI!

Ultimamente notiamo che il problema sta peggiorando. Invece di occuparsi di rilevare se un’azienda si comporta seriamente e ha un modello di business serio, chi dovrebbe controllare si limita agli aspetti formali (pratica inutile) e i Broker Truffa si moltiplicano, mentre chi lavora seriamente ha sempre più problemi, perchè chi deve controllare, invece di andare a caccia dei truffatori, si accanisce contro chi lavora bene cercando il pelo nell’uovo all’interno di meri aspetti amministrativi.

Ricordo a tutti l’esempio di IC Markets, Broker CFD Australiano di enorme caratura, famosissimo a livello mondiale, considerato punto di riferimento per l’industria CFD NEL MONDO, che ha subito un enorme danno e si è ritrovato il sito oscurato a causa di banali cavilli formali tra l’altro nemmeno giustificati ma puramente pretestuosi. 

Tutto questo avviene mentre le truffe, le vere truffe, continuano senza freni, in barba a chi dovrebbe controllare e invece, perde tempo a disturbare spesso in modo aggressivo aziende affidabili che portano avanti business in modo serio e onesto, creando problemi addirittura al pubblico stesso, non solo svolgendo in modo scorretto il proprio lavoro, ma danneggiando il pubblico invece di tutelarlo.

Ma torniamo ad AFX Capital.

Nel mese di agosto 2019 la FCA inglese, ovvero l’autorità che regola i mercati finanziari nel Regno Unito, sospese la licenza al celebre broker AFX Capital. Una decisione non sorprendente nei tempi, visto che seguì di due settimane quella adottata dalla CySec cipriota, ma piuttosto per il marchio coinvolto.

Inizialmente i non addetti ai lavori pensarono che la sospensione fosse temporanea, un disguido momentaneo, destinato a riassorbirsi entro una decina di giorni e che lasciava ipotizzare che i motivi della sospensione fossero di poco conto e di carattere amministrativo. E invece la decisione dell’autorità di controllo inglese fece capire che c’era qualcosa di più grosso dietro. La decisione della FCA prevedeva la sospensione della licenza e il divieto di prosecuzione di ogni attività. L’obbligo di chiudere e la liquidazione tutte le posizioni di trading aperte dai propri clienti e dal broker stesso. L’obbligo di comunicare a tutti i clienti i dettagli della loro situazione.

Roba grossa insomma. Roba grossa che io conoscevo già da oltre 2 anni.

Ma perché questa notizia fece tanto rumore negli ambienti finanziari? Intanto per le dimensioni del broker. AFX Group deteneva all’epoca marchi come STP (SuperTradingOnline), AFX Markets e QuanticPrime, inoltre perché molti clienti, compresi tanti italiani, si trovarono nell’impossibilità di recuperare i propri soldi.

Ma cosa ha fatto di così grave AFX Capital per veder revocata la sua licenza?

Ricordando che AFX era un broker online di proprietà di soci italiani (MARIO PERSICHINO e MANUELA MAZZACCO nomi che mettiamo in maiuscolo per futura memoria), tutto sembra nascere nel momento in cui la curatrice fallimentare di un’altra società fallita pochi mesi prima, GCMFX che faceva capo a Gallant Capital Markets di New York, avrebbe richiesto un prelievo da oltre 800 mila dollari dal sito di AFX.

Il mancato ritorno di quel denaro costrinse la curatrice ad intentare una causa verso AFX  presso il Tribunale fallimentare degli Stati Uniti del distretto orientale di New York. Secondo le motivazioni depositate all’epoca tra Gallant e AFX esisteva un accordo fin dal 2014 di condivisione degli utili e proprio la difficoltà di Gallant a recuperare la liquidità da AFX avrebbe determinato il fallimento.

A dire il vero però le prime segnalazioni sui mancati rimborsi dei clienti di Afx Capital risalgono al 2012, ma incredibile quello che è successo quando il calderone è stato aperto. Nei conti UK ad esempio c’erano 460 mila sterline a fronte di 7,8 milioni di sterline posseduti (in teoria) dai clienti. Un cliente italiano si rivolgeva all’avv. Sara Calzi a gennaio 2019 riferendo che AFX, dopo avere accampato infinite scuse per ritardare la restituzione dei soldi sul conto trading, si era resa irreperibile.

Solo 7 mesi dopo l’autorità cipriota prese la decisione di sospendere la licenza ad AFX, un ritardo inaccettabile che mette in luce le non sempre efficaci maglie di controllo delle autorità di vigilanza pur in presenza di società autorizzate in Europa. Non sempre questa rete di protezione evita le truffe.

Questa vicenda ha trovato un seguito nell’agosto del 2019 quando. l’Alta Corte di Giustizia di Inghilterra e Galles ha sottoposto, a seguito di apposita richiesta formulata dalla CySec, la società AFX Markets Limited alla procedura di special administration (amministrazione straordinaria), regolata secondo l’Investment Bank Special Administration Regulations. Il primo aprile 2020 la CYSEC annunciò infine l’avvio della procedura di indennizzo con la Consob italiana che pubblicò sul proprio sito questa notizia.

Si comunica che, con riferimento alla AFX Capital Markets Ltd (impresa di investimento di diritto cipriota, la cui autorizzazione ad operare – anche in Italia – è sospesa dal 19 luglio 2019), la competente autorità di vigilanza cipriota (Cyprus Securities Exchange Commission – Cysec) ha recentemente annunciato l’avvio della procedura di indennizzo da parte del competente Fondo cipriota (“Investment Compensation Fund”) nei confronti della clientela, anche italiana, dell’impresa in parola. I soggetti interessati dovranno presentare apposita domanda al predetto Fondo entro il 30 settembre 2020, secondo le modalità specificate dal medesimo Fondo in un apposito annuncio.

Già la Consob italiana in questa vicenda che cosa ha fatto per tutelare gli investitori italiani? Praticamente niente e se consideriamo che erano presenti uffici italiani di AFX questa mancanza di vigilanza è risultata particolarmente grave. L’autorità italiana in una nota del 22 luglio 2019 si è limitata a comunicare che l’autorità di vigilanza Cysec segnala di aver disposto con effetto dal 19 luglio 2019 la sospensione dell’autorizzazione alla prestazione di servizi di investimento rilasciata alla società cipriota AFX Capital Markets Ltd. La società non potrà quindi più operare in Italia a decorrere da tale data (salvo eventuale revoca di tale sospensione).

Io da Gennaio 2017 sapevo tramite la mia rete di contatti che AFX Capital aveva problemi e da anni avevo interrotto ogni rapporto con loro.

Com’è possibile che io ero a conoscenza di cosa stava succedendo DA PIU’ DI DUE ANNI, e le autorità cadono dalle nuvole solo nell’agosto del 2019? 

Consob invece ha dimostrato una certa miopia nei confronti di uno dei broker più importanti a livello globale. Mettendo anche in difficoltà la squadra di calcio dell’Inter che aveva appena siglato un accordo di sponsor, la Consob infatti a ottobre 2020 ha ordinato l’oscuramento dei siti di IC Market, broker australiano presente su scala globale.

Nonostante la creazione di due licenze europee  per il tramite di società sussidiarie con sede a Cipro ed in possesso di regolare licenza CySec, oltre che in presenza di autorizzazione ad operare anche dalla Financial Conduct Authority FCA del Regno Unito, la Consob italiana ha puntato il dito sull’abusivismo finanziario denunciando che IC Market  non è autorizzata alla prestazione di servizi di investimento nei confronti del pubblico italiano in quanto non è iscritta nell’albo tenuto dalla Consob ai sensi dell’art. 20 del Tuf.

Quindi in assenza di licenza con i poteri conferiti di recente all’autorità di vigilanza, il sito è stato oscurato in Italia.

Ricordiamo che IC Markets viene posto dagli esperti del settore un gradino sopra Degiro e Oanda tanto per citare due nomi piuttosto gettonati. Ma per la Consob è abusivo, mentre su AFX si è limitata a fare da passacarte. Non sempre la vigilanza funziona nel modo migliore come vedete. 

Un danno enorme per un’azienda seria e per i suoi clienti Italiani!

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