America e lavoro: una ripresa senza lavoro è una falsa ripresa

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America e lavoro: una ripresa senza lavoro è una falsa ripresa

 

Disoccupazione Lavoro Stati Uniti

Negli Stati Uniti d’America la ripresa del mercato del lavoro è ancora lontana. Sono di più le  persone che hanno abbandonato il lavoro rispetto a quelle che ne hanno ottenuto uno durante questa ripresa economica, un rapporto di circa 1 a 3.

Negli ultimi mesi, in America si è assistito a  reports della Casa Bianca e dai media economici, che affermano la ripresa dalla Grande Recessione del 2008-2009 sta procedendo spedita. Se solo fosse vero… La recessione più lunga e peggiore dalla fine della seconda guerra mondiale è stata contrassegnata dal più debole recupero rispetto a qualsiasi recessione negli Stati Uniti nello stesso arco temporale.

L’aspetto relativo alla mancanza di lavoro in America in questa ripresa è particolarmente inquietante. Nel mese di giugno, l’Household Survey del governo ha riferito che dall’inizio dell’anno, il numero di persone aventi un posto di lavoro è aumentato di 753.000, ma ci sono posti di lavoro e “posti di lavoro“. Non meno di 557.000 di queste posizioni erano solo part-time. L’indagine ha anche riferito che nel mese di giugno i lavori full-time sono diminuiti di 240.000, mentre i lavori a tempo parziale sono saliti a 360.000 e hanno ormai raggiunto un massimo storico di 28.059.000, tre milioni in più di posizioni a tempo parziale rispetto a quando è iniziata la recessione alla fine del 2007.

Questo è solo l’inizio. L’indagine comprende i lavoratori part-time che desiderano lavorare a tempo pieno, ma non possono farlo, così come quelli che vogliono lavorare, ma hanno interrotto la ricerca. Questo porta il tasso di disoccupazione reale di giugno al 14,3%, rispetto al 13,8% di maggio.

Il tasso di disoccupazione del 7,6%, così tanto nominato nei titoli dei media di questi giorni, è del tutto fuorviante. Si stima che 22 milioni di persone in America siano disoccupati o sottoccupati, e che siano praticamente invisibili e per lo più esclusi dai calcoli di disoccupazione che citano i titoli.

A questo punto della fase di espansione, ci si potrebbe aspettare un calo nel numero dei posti di lavoro a tempo parziale, dato che le aziende dovrebbero aumentare le assunzioni a tempo pieno. Ma non questa volta. Durante la lunga sofferenza di questo periodo post-recessione, si è verificata una situazione straordinaria: milioni di americani lavorano part-time perché non ci sono altre opportunità di lavoro, dato che le aziende aumentano i loro rapporti con personale indipendente e part-time, temporaneo e stagionale.

Anche il libro paga del governo federale si sta trasformando in part-time: nel giugno 2012, 58.000 lavoratori federali erano part-time. Quest’anno in America siamo a 148.000, e ancora non si sa quale sarà il ruolo del “sequester” in quanto molte agenzie hanno fatto ricorso ai congedi, piuttosto che ai licenziamenti.

L’ultimo rapporto di disoccupazione è stato deludente quanto l’Household Survey. I maggiori incrementi di posti di lavoro nel mese di giugno provenivano da industrie di svago e turismo, inclusi alberghi e ristoranti fast-food. Dei nuovi 195.000 posti di lavoro per il personale, 75.000 erano in ristoranti e bar, dove la busta paga media settimanale è di circa 351 dollari, meno della metà della media per tutte le altre industrie private. Senza contare che queste posizioni offrono un minor numero di ore, soprattutto nel mondo della ristorazione, che ha una media di 26,1 ore alla settimana rispetto a 34,5 ore per tutti i datori di lavoro privati.

Che cosa sta succedendo? I fondamentali sicuramente riflettono la debolezza della ripresa macroeconomica iniziata circa quattro anni fa, come si è visto nel tasso di crescita media del prodotto interno lordo annualizzato negli ultimi 15 trimestri che fa segnare un misero 2%. In America questa è la crescita del PIL più debole dalla seconda guerra mondiale. In un periodo simile durante le  precedenti recessioni, la crescita media è stata del 4,1%. Nel corso del quarto trimestre del 2012 ed il primo trimestre del 2013, il tasso di crescita del PIL è sceso sotto al 2%. Questa crescita anemica è tutto quello che possiamo presentare dopo  i maggiori stimoli fiscali e monetari degli ultimi 75 anni, con un deficit di bilancio di oltre il 10% del PIL per quattro anni consecutivi. La miseria non finirà presto.

L’Obama Care è in parte da biasimare. La legge sull’assicurazione sanitaria in America richiede che i datori di lavoro con più di 50 lavoratori forniscano l’assicurazione sanitaria o paghino una penale di $ 2.000 per lavoratore. Secondo la legge, un lavoro a tempo pieno è definito  tale se presuppone 30 ore a settimana di attività, per cui le imprese, soprattutto quelle più piccole, hanno un incentivo a portare il maggior numero di lavoratori a tempo parziale.

Non c’è da stupirsi che all’inizio di questo mese, l’amministrazione Obama abbia annunciato che sta prorogando il mandato dei datori di lavoro fino al 2015, senza dubbio per vedere se il ritardo incoraggerà ulteriori assunzioni a tempo pieno. Ma migliaia di piccole imprese hanno bloccato le assunzioni a 30 ore e non assumono più di 50 impiegati full-time, e le imprese non cambieranno improvvisamente questo approccio solo perché hanno ricevuto una proroga di 12 mesi.

L’incertezza ad assumere di queste imprese è legata ad un maggior timore presente fra i datori di lavoro stessi, incerti circa la direzione della politica governativa la quale ha contribuito all’attuale tendenza di disoccupazione cronica di lunga durata che non mostra alcun segno di rallentamento. A differenza di coloro che perdono il lavoro per poi trovarne un altro nel giro di settimane o mesi, un buon terzo dei disoccupati attuali è senza lavoro da più di sei mesi. Mentre rimangono al di fuori del mondo del lavoro, le loro competenze si deteriorano, e salgono le probabilità di essere considerati  come permanentemente disoccupati. Con il passare dei mesi e desolanti notizie sui posti di lavoro disponibili, aumenta la possibilità di un problema di disoccupazione strutturale negli Stati Uniti, quello che l’Europa ha conosciuto negli anni ’80.

 

Lavoro AmericaQuesto ci porta ad un fatto sorprendente in merito alla ripresa della disoccupazione. La percentuale di quegli adulti che possono lavorare ed ha attualmente un lavoro, noto come il tasso di partecipazione della forza lavoro-civile, è attualmente del 63,5%, in calo del 2,2% dalla fine della recessione. Tale declino all’interno di un’economia presumibilmente in espansione non si è mai verificato nelle precedenti recessioni. Un altro dato che sottolinea perché questo sia un mercato del lavoro disfunzionale è che il numero di persone che lasciano la forza lavoro durante la ripresa economica ha di fatto superato di tre volte il numero di persone che trovano un nuovo posto di lavoro.

Le esigenze del paese sono nuove norme che favoriscano la modernizzazione degli investimenti degli Stati Uniti visto che il capitale dirottato nella produzione moderna sono precipitati ai livelli più bassi degli ultimi decenni. Le politiche dovrebbero essere destinate anche a nutrire le industrie ad alta tecnologia, che a loro volta ispireranno la progettazione e la fabbricazione di prodotti negli Stati Uniti, rendendoli più vicini al mercato americano, stimolando ulteriori assunzioni. Questo significa preparare forze lavoro qualificate, in particolar modo ingegneri idonei a lavorare nella produzione, ed aumentare il numero dei visti disponibili per gli studenti universitari stranieri nelle altre materie scientifiche che ora sono costretti a lasciare l’America per poi lavorare per concorrenti stranieri.

Allo stesso modo, le domande di elaborazione di brevetti devono essere razionalizzate: l’US Patent and Trademark Office dovrebbe essere un canale per l’innovazione, ma invece, per troppo tempo, ha rappresentato un ostacolo per la rapida introduzione di nuove idee. Infine, il paese dovrebbe impegnarsi in un importante programma di infrastrutture per migliorare gli aeroporti come l’America ha già fatto in passato per ferrovie ed autostrade. Il trasporto aereo di merci e persone sono cardini dell’economia, ma la tecnologia di controllo del traffico aereo è ferma al secolo scorso.

E’ indispensabile che gli Stati Uniti si concentrino su politiche innovative e creative. In caso contrario, la crisi di cinque anni dell’occupazione continuerà anche quando l’economia inizierà il recupero. Senza tale obiettivo, milioni di famiglie in America i cui capifamiglia sono disoccupati o sottoccupati, rimarranno scoraggiate e preoccupate per il futuro, in particolar modo i giovani che stanno per entrare nel mondo del lavoro. Il paese ha bisogno di una vera ripresa, non di una falsa.

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