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I leader europei dicono NO all’austerity!

 

L’austerity viene definitivamente messa in un cassetto. La recessione è arrivata al sesto trimestre, la ripresa non è ancora avvenuta. Questo il messaggio dei leader europei al vertice di Bruxelles ieri. E’ stato annunciato un programma di 6 miliardi di euro per combattere la disoccupazione giovanile, che al momento si attesta al 24 per cento. Angela Merkel dopo il vertice ha detto che crede che in realtà non è una questione di mancanza di fondi, ma piuttosto di come i fondi attuali vengono spesi, perchè si possono utilizzare in modo più produttivo. La contrazione delle 17 nazioni dell’area euro è senza sosta, è cominciata nel terzo trimestre del 2011. La BCE ha tagliato i tassi di interesse per limitare i danni ed ha promesso che interverrà in modi non convenzionali, per far arrivare fondi specialmente ai paesi periferici. L’economia complessiva dell’eurozona si contrarrà dello 0,4 per cento nel 2013. La commissione europea ha detto che questo mese ci potrà essere un ulteriore calo del dato di uno 0,3 per cento. Stiamo assistendo al quinto calo consecutivo da novembre 2011, la disoccupazione al sud continua ad aumentare e gli effetti dei debiti e della crisi cominciano a farsi sentire anche a nord, in Germania e Olanda. Dopo diversi mesi di calma sui mercati finanziari, è giunto il momento per il leader europei di affrontare la politica energetica ma soprattutto dare un giro di vite all’evasione fiscale. I prossimi passi nella gestione della crisi finanziaria saranno per Giugno.

 

La riduzione dei deficit

Il 29 maggio la commissione europea con sede a Bruxelles deciderà se ridurre la stretta per paesi come Francia, Italia, Spagna, Slovenia e persino l’Olanda, allungando i tempi per il rientro programmato dei deficit di bilancio. La Spagna lo scorso anno ha ottenuto una proroga di un anno. Il ministro Mariano Rajoy ha agito come se un’altra concessione fosse cosa fatta, , contando su una decisione definita “giusta ed equilibrata” per concedere alla Spagna tempo fino al 2016 per portare il disavanzo al di sotto del limite del 3% del PIL, valore imposto dall’UE. Lo scorso anno il deficit è stato del 10,6%.

 

Acquisti illimitati di obbligazioni

Per mesi, tuttavia, gli investitori non si sono curati dai saldi di bilancio degli stati. Anche se il nuovo governo in Italia è sotto la pressione della pesante austerità messa in atto dal governo precedente, le obbligazioni italiane non devono pagari tassi troppi elevati. Lo spread BTP BOND a 10 anni si trova a 247 punti base, rispetto ai 518 del 2012.  I motivi potrebbero essere sostanzialmente due: lo scorso 26 luglio, il Presidente della BCE Mario Draghi ha annunciato l’offerta illimitata di acquisto di BOND, allontanando il rischio di rottura dell’euro e gli investitori hanno reagito molto bene. In Italia, Enrico Letta è diventato presidente del consiglio e ha dichiarato politiche espansive motivandosi con il disavanzo dello scorso anno, al di sotto del massimale UE. Letta ha viaggiato a Berlino il 29 Aprile, rassicurando al Merkel che gli sgravi fiscali non faranno aumentare il debito pubblico che ora è al 127 per cento del PIL. Ricordiamo che il debito italiano è il secondo in europa per grandezza, dopo la Grecia, che è stato epicentro della crisi.

 

La disoccupazione giovanile

La disoccupazione giovanile in europa è al 12,1 per cento, dato del mese di marzo. Il più alto dal debutto della moneta nel 1999. Per quanto riguarda le fasce giovanili, gli under25 sono al 59,1 per cento in Grecia, il 55,7% in Spagna e il 38,6% in Italia., dato del mese di Gennaio. “Abbiamo assolutamente bisogno di combattere una battaglia italiana ed europea contro la disoccupazione, in particolare contro la disoccupazione giovanile. Questo è l’incubo del nostro tempo, se non si risponde su questo tema non c’è credibilità per la politica e le istituzioni europee” Ha detto Letta.

Germania e Francia elaboreranno il 28 maggio un programma denominato “New Deal per l’Europa”, riguarderà l’uso della BCE per gli investimenti, promuovere programmi di formazione e intensificare finanziamenti alle piccole imprese. Berlino ospiterà il 3 luglio un meeting dei ministri del lavoro dell’UE per uno scambio di opinioni su come creare posti di lavoro.

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