Austerity: La Germania Potrebbe allentare la stretta e non perderebbe un centesimo

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Austerity: La Germania Potrebbe allentare la stretta e non perderebbe un centesimo

AusterityL’Europa ha bisogno di rinegoziare gli accordi accordandosi per minor austerity e un maggior numero di riforme strutturali. Un passo del genere non farebbe perdere alla Germania un solo centesimo. L’anteprima di questo possibile cambiamento è visibile osservando in primis le ultime mosse della Spagna. Per convincere la commissione Europea a ridurre l’obbiettivo sul deficit 2014-2016, il governo capitanato da Rajoy questa settimana ha preparato un piano per revisionare i sistemi pensionistici e una completa riforma del lavoro, dei servizi e del sistema fiscale.

I funzionari di Bruxelles sono ricettivi a queste idee, perchè si cominciano a rendere conto che le attuali politiche rischiano di lacerare lUnione Europea. L’attuale presidente della Commissione Europea Barroso ha dichiarato che l’Europa con l’austerity si sta spingendo oltre il limite. Barroso ha ragione, le misure anti crisi devono cambiare, in Spagna la disoccupazione è al 27% e il nuovo governo che si sta formando in queste ore in Italia dovrà affrontare affrontare riforme strutturali molto decise per riportare il paese sulla strada della crescita. Nonostante il disappunto di alcuni politici tedeschi sui commenti di Barroso, allentare gli obbiettivi sul deficit non dovrebbe essere visto come una cosa negativa. L’austerity non rende più competitivi i costi della periferia, che è la condizione fondamentale per l’uscita dalla crisi. Le riforme strutturali piuttosto soddisfano in pieno questo punto cruciale.

 

L’austerity alimenta il populismo

L’austerity applicata durante una crisi globale come quella che stiamo vivendo, crea grande disagio e sofferenza nella popolazione e viene di conseguenza sfruttata dai partiti di protesta e politici senza scrupoli che alimentano il sentimento anti Euro e anti Tedesco per rastrellare voti.

Fino ad oggi, le riforme strutturali, come ad esempio il miglioramento dell’efficienza del mercato del lavoro, l’eliminazione delle leggi che proteggono certe professioni, sono state di difficile applicazione nella zona periferica dell’area Euro. Il motivo principale è che questi cambiamenti tolgono potere a gruppi di sindacati, tassisti, farmacisti o altri, che difendono con durezza i loro privilegi. Contro questo Muro ha sbattuto anche il precedente governo Monti.

Un percorso più accettabile sarebbe quello di prima di tutto allentare la stretta dell’austerity, chiedendo in cambio riforme più strutturali per consentire ai paesi della periferia europea di assicurarsi il sostegno pubblico di cui hanno bisogno per poter vincere nella lotta contro le lobby. L’iniziativa potrebbe provenire da quei paesi che vogliono allentare le stringenti direttive europee in materia di deficit, successivamente la commissione Europea potrebbe pronunciarsi su ogni singolo caso, decidere in base alle riforme proposte se è il caso o meno di concedere un allentamento dei parametri di deficit. La Banca Centrale Europea potrebbe anche preparare un programma di acquisto di bond del paese che si impegna a fare le riforme necessarie, nel caso venisse attaccato da fenomeni speculativi e seguite dei nuovi parametri di deficit. Molto probabilmente il semplice avvertimento da parte della BCE di essere pronta ad intervenire in caso di necessità sarebbe sufficiente com’è avvenuto fino ad oggi a mantenere calmi i mercati e ad evitare attacchi speculativi. Un percorso come quello illustrato in questo articolo non costerebbe alla Germania un solo Euro, sarebbe una grande occasione per paesi come Grecia, Italia, Portogallo, Spagna e Irlanda per ripartire. Il loro impegno a politiche strutturali più incisive potrebbe venir supportato dall’impegno da parte della BCE a sostenere i debiti direttamente e allo stesso tempo appunto permettendo di allentare la stretta sull’austerità. Bisogna fare appello alla Germania e agli altri paesi nordici di cambiare atteggiamento, per evitare che continui a crescere un sentimento anti euro, che porterebbe alla distruzione dell’Unione fino a qui costituita. La Germania dovrebbe cambiare la sua visione che pretende che l’unica via per combattere la crisi dei paesi periferici sia l’austerity, ovviamente va verificato che l’impegno da parte dei paesi periferici ad apportare politiche più incisive e strutturali sia effettivo e non solo una promessa. I Tedeschi dovrebbero comprendere che permettere qualche concessione non significa fare un regalo, ma semplicemente permettere delle riforme più efficace ed evitare l’implosione dell’Unione tutta.

Alcuni scettici sostengono che questa formula che prevede concessioni finanziarie è già stata provata in passato e non ha dato esiti positivi. Ora però rispetto al passato la crisi è profonda e se l’Europa concede ai paesi che ne hanno bisogno qualcosa può chiedere in cambio le riforme necessarie e ci sono maggiori probabilità che a livello politico ci sia la maturità necessaria perchè queste vengano effettivamente svolte, la crisi attuale costringe i politici a fare sul serio con i cambiamenti strutturali e contro la lotta alle lobby e ai privilegi, se in cambio si da un sollievo dalla stretta dei parametri di deficit programmato.

Se i paesi periferici offrono dei programmi lodevoli di riforme, perchè non cogliere l’occasione? Se questo approccio non dovesse dare risultati, si può sempre tornare indietro a politiche ecomiche più dure e stringenti. Il passo che ha fatto la Spagna è importante e costruttivo e dovrebbe venire sostenuto in sede Europea anche dalla Germania.

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