LE BANDE DI BOLLINGER – TECNICHE DI UTILIZZO PARTE I

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LE BANDE DI BOLLINGER

TECNICHE DI UTILIZZO

PARTE I

 

John Bollinger sviluppò le bande per cercare di conciliare il trading con la volatilità dei prezzi, il tutto sintetizzato in un grafico di facile comprensione. Per fare questo utilizzò la deviazioni standard del prezzo con un intervallo di confidenza e lo sovrappose ai prezzi, creando uno degli indicatori grafici più utilizzati dai traders di tutto il mondo, le bande di Bollinger.

Come si vede dall’esempio grafico che riportiamo sotto dell’indice Russell 2000, le bande di Bollinger si allargano quando sui prezzi c’è volatilità e quindi direzionalità, si restringono in caso contrario.

Le bande di Bollinger sono composte da tre linee che sono:

  • una fascia superiore;
  • una fascia inferiore;
  • una fascia centrale. La fascia centrale è una media mobile semplice, normalmente fissata in 20 periodi.
 

Bande di Bollinger 1

 

Il concetto di base del meccanismo delle bande di Bollinger è quello che il prezzo dovrebbe rientrare normalmente entro due deviazioni standard,  ovvero la banda superiore e quella inferiore. Il numero delle deviazioni standard può però essere personalizzato in base all’esperienza di mercato del trader e soprattutto in base al numero del periodo  utilizzato per creare la media mobile centrale.

Teoricamente l’inversione  di tendenza si dovrebbe verificare vicino alle bande superiore ed inferiore, mentre la linea centrale, essendo una media mobile, può essere usata come supporto o resistenza.

Tante sono le tecniche utilizzate per fare trading con le bande di Bollinger, ma una delle  più celebri è quella denominata W-Bottoms o M Tops. Vediamo proprio un esempio grafico di M Tops sull’indice DJUBS Commodity nel periodo gennaio e febbraio 2013.

A gennaio l’indice rimbalza dalla  banda inferiore a quella superiore, chiudendo al di sopra di quest’ultima. Successivamente il prezzo scende, ma ferma la sua corsa prima della linea centrale, la media mobile a 20 giorni. I prezzi ripartono verso l’alto facendo segnare un nuovo massimo ma stavolta senza superare le 2 deviazioni standard della media mobile. Questo è il momento che il trader attendeva . La successiva discesa scende prima sotto la linea centrale e poi sotto il minimo indicato con la lettera X, la chiusura grafica di una M che conferma l’apertura di un trade short sul DJUBS Commodity.

Bande di Bollinger 2

 

Ovviamente la tecnica W Bottoms ha le stesse regole, ma ribaltate dalla parte opposta per fornire un segnale long.

All’interno di questa tecnica il comportamento del prezzo rispetto agli estremi delle bande di Bollinger crea una situazione di divergenza che il trader può sfruttare a suo favore se il mercato ovviamente offre le conferme tecniche.

Per questo motivo le bande di Bollinger possono essere utilizzate insieme ad altri indicatori tecnici per ottenere un rafforzamento del segnale operativo, ed è proprio di questa integrazione che parleremo nel prossimo articolo dedicato alle bande di Bollinger nel quale cercheremo di capire come ottimizzare le informazioni fornite dal movimento dei prezzi nel corso del tempo.

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