Il dollaro canadese raggiunge i massimi delle ultime tre settimane per i dati americani sull’inflazione

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Il dollaro canadese raggiunge i massimi delle ultime tre settimane sulla base dei dati americani sull’inflazione

 

dollaro canadese

Il dollaro canadese ha raggiunto i livelli più elevati delle ultime tre settimane nei confronti del suo omonimo americano, a seguito del fatto che un report ha mostrato come l’inflazione americana sia contenuta, dando alla Federal Reserve ampio spazio per mantenere il proprio programma di stimolo monetario. 

La moneta canadese ha eroso i propri guadagni dopo che la Canadian Real Estate Association ha comunicato che il numero delle vendite di case esistenti è sceso in febbraio del 2,1 percento rispetto al mese precedente. 

Il dollaro canadese ha fatto registrare un guadagno sul dollaro americano per cinque giorni consecutivi nel corso delle ultime sei settimane, (dopo aver toccato, il 1 marzo, il minimo degli ultimi 8 mesi), a seguito dei dati sull’occupazione  rilasciati l’8 marzo, i quali hanno mostrato che gli Stati Uniti e il Canada hanno creato, in febbraio, più posti di lavoro di quanti previsti dalle stime. I policy makers della Fed si riuniranno la prossima settimana per controllare il programma di acquisto dei bond. 

Jack Spitz, managing director della National Bank Of Canada, ha comunicato via telefono da Toronto che “la correzione verso il basso del cambio dollaro americano-dollaro canadese ha ricevuto una spinta reale, e tale spinta potrebbe continuare ulteriormente”. “Avvicinandoci alla data del meering della Fed, potremmo assistere a nuove vendite di dollari americani.” 

Il “loonie”, nomignolo con cui è conosciuto il dollaro canadese per via della raffigurazione di un uccello acquatico sulla moneta da un dollaro, è cresciuto dello 0,3 percento fino a raggiungere quota 1,0194 alle ore 17.00 di Toronto. dopo aver toccato quota 1,0181, il livello più elevato dal 22 febbraio. Il CAD ha guadagnato lo 0,9 percento durante la settimana. Un loonie vale ora 89,19 centesimi di dollaro americano. 

Il bond governativo decennale canadese è salito, a fronte di rendimenti scesi cinque punti base, o 0,05 punti percentuali, all’1,90 percento. I bond al 2,75 percento con scadenza giugno 2022 hanno guadagnato 45 cents, chiudendo a 107,20 dollari canadesi. 

 

Aumento del prezzo del petrolio

I futures sul petrolio grezzo, la più importante esportazione canadese, sono aumentati dello 0,6 percento, chiudendo a $93,58 al barile a New York,  dopo aver raggiunto i $93,84 al barile, livello massimo raggiunto dal 25 febbraio. 

Richard Franulovich, senior currency strategist alla Westpac Banking Corp. (WBC) di New York ha affermato che “il prezzo del petrolio superiore a 90 (dollari al barile) non ha danneggiato il dollaro canadese“. “Il sentiment che vedeva il dollaro canadese come una moneta debole si sta assottigliando e le persone stanno prelevando dal tavolo una parte dei profitti realizzati”. 

I traders sono stati gli ultimi a mostrare un orientamento ribassista sul dollaro canadese, come mostrato dai c.d. “risk-reversals”, i quali indicano come i traders sulle opzioni stiano pagando i più bassi premi per la protezione contro il loonie dal 2 febbraio scorso.

Il risk-reversal 25-delta a 3 mesi è sceso a 0,98 punti percentuali da 1,49 punti percentuali del 26 febbraio, livello più elevato fatto registrare dal 7 settembre. 

I dati della Commodity Futures Trading Commission mostrano invece come i futures traders si siano mossi in direzione opposta, aumentando le proprie scommesse sul fatto che il dollaro canadese sarebbe sceso nei confronti del dollaro americano al livelli più elevati degli ultimi 6 anni. 

La differenza tra le scommesse degli hedge funds e degli altri grandi speculatori che puntavano sul declino del loonie e quelle di coloro che invece puntavano al suo rialzo – i c.d. “net-shorts” – era di 53.397 al 12 marzo, la forbice più ampia dal marzo 2007, mentre una settimana prima tale numero era pari a 46.663. 

 

Indicatori economici

Il loonie si è rafforzato a seguito dell’incremento del 2 percento dei prezzi al consumo U.S. registrati anno su anno a febbraio, a fronte dell’incremento dell’1,6 percento anno su anno registrato nell mese precedente, come comunicato oggi dal Dipartimento del Lavoro a Washington. Il “core CPI”, esclusi quindi alimentari e energia, è inoltre aumentato del 2 percento negli ultimi 12 mesi, a fronte di un incremento dell’1,9 percento registrato anno su anno nel mese di gennaio. Gli U.S. sono il più importante partner commerciale del Canada. 

Il dollaro canadese ha poi eroso i guadagni a fronte di un decremento del 9,8 percento nelle vendite di case a Vancouver (1.759 unità), mentre le vendite di case a Toronto sono diminuite del 2,8 percento (6.743). Un agente immobiliare ha comunicato che le vendite complessive hanno raggiunto le 34.954 unità da gennaio, quando aumentarono dell’1,3 percento. 

Statistics Canada ha comunicato oggi a Ottawa che il rapporto tra debiti delle famiglie e reddito a disposizione delle stesse è aumentato raggiungendo un nuovo record nell’ultimo trimestre, quando il debito, inclusi i mutui, ha raggiunto il 165 percento del reddito, a fronte del 164,7 percento fatto registrare nel trimestre precedente.

 

La Banca Centrale

Don Mikolich, executive director foreign-exchange sales, ha comunicato via telefono da Toronto che “questi dati sul mercato immobiliare non rafforzeranno l’ipotesi che il Canada stia cambiando rotta rispetto ai deboli dati economici  visti recentemente. Sebbene i forti dati sull’occupazione dello scorso venerdì abbiamo messo in pausa l’indebolimento della valuta canadese rispetto al dollaro americano, avremo bisogno di ulteriori conferme, sotto forma di dati positivi, per decidere se quella vista è stata o meno un’aberrazione”. 

Il loonie ha guadagnato lo 0,9 percento da quando i report della scorsa settimana sull’incremento occupazionale negli U.S. e in Canada hanno superato le aspettative, con il tasso di disoccupazione di entrambe le nazioni ora al livello minimo degli ultimi quattro anni. 

Il dollaro canadese ha perso lo 0,5 percento quest’anno nei confronti delle valute di nove nazioni industrializzate, tracciate nel Bloomberg Correlation Weighted Index. Il dollaro americano ha guadagnato lo 0,5 percento e lo Yen giapponese ha perso il 7,6 percento, segnando il più ampio declino all’interno delle valute che compongono l’indice. 

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