Cigno Nero in Economia: Teoria, Definizione e Storia

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La teoria del Cigno Nero in Economia. Definizione e Storia

Viene definito Cigno Nero un evento imprevedibile che va oltre la possibilità di essere predetto e ha conseguenze pesanti e gravi. Sono eventi estremamente rari, dal forte impatto e caratterizzati dalla tendenza a essere spiegati solo una volta accaduti.

Cosa si intende per Cigno Nero?

La definizione è del matematico libanese Nassim Nicholas Taleb. Il Cigno Nero è una metafora che definisce gli eventi rari e inaspettati. Destinati quindi a sconvolgere le proprie convinzioni.

In finanza quindi si parla di Cigno Nero quando un evento è:

  • molto improbabile che si verifichi, quindi un evento inaspettato;
  • ha un impatto enorme;
  • può essere spiegato solo a posteriori.

Fino ai primi del 900 infatti, era convinzione comune che non esistessero cigni neri. Lo scriveva anche Giovenale, autore latino, in una delle sue opere. Quando alcuni ricercatori scoprirono una varietà di cigno nero in Australia, venne a mancare la premessa di non esistenza.

Taleb utilizzò questo episodio per elaborare la sua Teoria del Cigno Nero: il ragionamento deduttivo e il ragionamento deduttivo hanno un limite intrinseco. Le conclusioni dipendono dalle Premesse. Una premessa falsa porta ad una conclusione sbagliata. In questo caso, il fatto di non aver mai visto un cigno nero non ne esclude la sua esistenza.

Come ha spiegato Taleb infatti, un singolo evento è sufficiente a invalidare una convinzione derivata da una esperienza millenaria. Sono causati proprio dal loro essere imprevedibili ma sono gli eventi che cambiano il corso della Storia.

Le 10 regole per difendersi dal Cigno Nero

Nassim Taleb fornisce 10 regole per difendersi dal Cigno Nero. O quantomeno provare a limitarne i danni e le conseguenze.

  1. Ciò che è fragile dovrebbe spezzarsi nella fase iniziale quando è ancora piccolo: meglio che le cose falliscano o che facciano vedere propri limiti quando sono più piccole. Le conseguenze negative sono più gestibili.
  2. Nessuna socializzazione delle perdite e privatizzazione dei profitti: va nazionalizzato tutto quello che necessita di essere salvato.
  3. A coloro che guidavano uno scuolabus bendati (e l’hanno sfasciato) non dovrebbe essere mai più permesso di guidare un altro scuolabus: è inutile affidare gli stessi compiti sempre alle stesse persone che hanno già fallito.
  4. Non lasciare che una persona che riceve bonus e “incentivi” gestisca un impianto nucleare, né tanto meno i rischi finanziari: gli incentivi possono esserci solo in un sistema equo che preveda anche sanzioni giuste.
  5. Equilibrare la complessità con la semplicità: la complessità della globalizzazione va compensata da strumenti finanziari semplici.
  6. Non dare ai bambini candelotti di dinamite anche se provvisti di istruzioni: i derivati complessi non vanno venduti a persone non in grado di comprenderli a fondo. Sicuramente non a semplici cittadini.
  7. Solo lo schema di Ponzi dovrebbe basarsi sulla fiducia: con ironia evidenzia la necessità di non dipendere da voci dilaganti per definire la fiducia in un governo.
  8. Non dare a un drogato altra droga se soffre di crisi d’astinenza: la crisi del debito non è mai momentanea ma strutturale. Servono azioni più concreterei risolverla.
  9. I cittadini non dovrebbero fare affidamento sulle attività finanziarie o su fallibili consigli di “esperti” per il loro pensionamento: l’economia dovrebbe essere svuotata dalla finanza. Le persone dovrebbero impegnare il loro tempo nelle proprie attività, non sugli investimenti. Le prime sono controllabili, i secondi no.
  10. Preparare un’omelette con le uova rotte: non si possono risolvere le crisi con misure di fortuna o rattoppi inadeguati.

I cigni neri più noti della storia

Nella storia più o meno recente ci sono stati diversi casi di Cigno Nero. Tutti, come da definizione, con conseguenze del tutto inaspettate.

Il grande crollo della borsa del 1929

Il 28 Ottobre del 1929 scoppia la bolla azionaria negli Stati Uniti. Per due giorni consecutivi Wall Street perde oltre il 30% innescando la cosiddetta Grande Depressione. Solo nel 1954, 25 anni dopo, si raggiunsero i livelli precedenti al Lunedì Nero del 1929.

La bolla di Internet

Prima del 2000 la finanza mondiale ebbe una forte infatuazione per Internet e per i proventi della new economy. Le grandi aziende immisero sul mercato grandi quantità di ordini di vendita per capitalizzare il forte aumento che c’era stato nei 5 anni precedenti. Fu un massacro per le società tecnologiche che videro crollare le quotazioni spropositate raggiungendo valori pressoché nulli.

L’11 Settembre 2001

il 17 Settembre, dopo gli attentati, con i mercati ancora in subbuglio per le crisi delle aziende della new economy, riapre la Wall Street. Fu un massacro finanziario, 1400 miliardi di dollari bruciati in meno di una settimana. Per cambiare il segno a Wall Street ci volle un anno.

La crisi del 2008

Il fallimento di Lehman Brothers fa esplodere la bolla dei mutui subprime. Viene innescata una reazione a catena in una economia mondiale ormai interdipendente e globalizzata.

Il Cigno Nero, non è una questione di se ma di quando.

Come descritto in precedenza, gli eventi descritti erano di difficile o impossibile previsione. Nassim Taleb e la sua Teoria del Cigno Nero quindi ci esorta a non fidarci di previsioni troppo accurate. La nostra visione parte da premesse parziali, sempre e comunque.

E le conclusioni non potranno mai essere accurate per via del “difetto di fondo” che non tiene conto di tutti i possibili eventi. Non si tratta allora di capire se ci sarà un altro Cigno Nero. Ma di essere pronti il più possibile ad affrontarlo nel migliore dei modi.

cigno nero

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