IL COT REPORT: CHE COS’E’ E CHI SONO I PROTAGONISTI

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IL COT REPORT: CHE COS’E’ E CHI SONO I PROTAGONISTI

 

Il COT REPORT è una delle più autorevoli fonti di informazione per i trader del mercato forex i quali non possono contare su una misurazione precisa dei volumi scambiati essendo il forex un mercato OTC (over the counter). Il COT REPORT è uno strumento interessante al pari degli indicatori forex, utilizzato in diverse strategie forex, in questo articolo vediamo qualche esempio pratico.

Tramite l’analisi delle esposizioni è possibile monitorare lo stato del sentiment su una certa valuta tra gli operatori di mercato FX.

Il rapporto viene rilasciato settimanalmente in versione gratuita il venerdì sul sito http://www.cftc.gov/MarketReports/CommitmentsofTraders/index.htm e dettaglia il posizionamento long/short sul mercato dei futures dei commercial e dei non commercial. Ci sono due versioni, un long format ed uno short format, quest’ultimo esauriente per compiere analisi approfondite sul posizionamento degli operatori sul mercato.

Riportiamo di seguito un esempio di report short format di Euro Fx sul Chicago Mercantile Exchange.

 cot report

 

Come detto nel cot report gli operatori sul mercato dei futures sono distinti tra commercial (hedgers), per esempio le grandi banche d’affari  che operano sul mercato dei futures con scopo di copertura, e non commercial (speculators) . Gli speculators sono soggetti, come ad esempio gli hedge fund, che operano sul mercato per puro scopo speculativo.

A queste due definizioni si affianca quella di open interest. L’open interest rappresenta il numero di contratti derivati, come futures e opzioni, non ancora chiusi ad uno specifico momento temporale. Si può definire dunque come la somma di tutte le posizioni lunghe o corte aperte nel mercato in un specifico istante.

Larry Williams, un grande esperto del COT REPORT, definiva chiaramente come i commercials  erano sempre dalla parte opposta del trend di mercato  (quindi estremamente long in prossimità dei bottom primari) proprio per la loro funzione di copertura dai rischi di oscillazioni valutarie future.  L’esempio grafico che riportiamo sotto illustra proprio questo comportamento.

Vediamo nell’esempio successivo un esempio di COT REPORT. Nel 2010 mentre EurUsd saliva verso l’alto i commercials progressivamente aumentavano le posizioni short sulla moneta unica fino addirittura a vantare, da settembre2010 inavanti, un numero di contratti short superiore a quelli long. Stessa situazione si è registrata nel 2011 quando ad un calo di EurUsd corrispondeva un aumento delle posizioni long nei portafogli dei commercials.

 

 

I non commercials invece sono degli speculatori cosiddetti trend followers che comprano se un prezzo sale e vendono se un prezzo scende. 

Nel grafico seguente si vede chiaramente la tendenza ad aumentare le posizioni long da parte degli speculatori più l’inclinazione della tendenza si fa bullish.

Il rally di GbpUsd del 2010 fu infatti alimentato da un progressivo aumento di posizione long di Gbp, così come la correzione del 2011 fu assecondata da un progressivo aumento delle posizioni short con queste ultime che avevano superato quelle long per quantità già a metà della tendenza bearish.

 

 

Chiaramente ogni tendenza ha una fine e gli speculatori di questo se ne accorgono solo dopo che c’è stata la sua inversione.  Come sfruttare quindi queste informazioni che giungono dal COT REPORT a proprio vantaggio? Come identificare le situazioni cosiddette “estreme” in cui il sentiment a favore o sfavore di una valuta è talmente estremo da rendere altamente probabile un’inversione di tendenza? Di questo parleremo nel prossimo articolo.

 

UTILIZZARE LE INFORMAZIONI DEL COT REPORT PER FARE TRADING SUL FOREX

Come detto nel precedente articolo, la tendenza degli speculatori è quella di aggiungere posizioni long in un trend bullish (o short in un trend bearish) fino a creare una situazione di “bullish/bearish sentiment extreme” .  

Le regole per intercettare i momenti di sentiment estremo sono fondamentalmente tre:

  • speculators e commercials  sono sempre dalla parte opposta del mercato;
  • gli speculators sono quasi sempre dalla parte giusta del mercato tranne nei momenti di inversione di tendenza dove si fanno cogliere impreparati proprio perché tutti sbilanciati nella stessa direzione.
  • i commercials sono dalla parte sbagliata del mercato sempre tranne nei momenti di inversione quando la loro attività di continua mediazione del prezzo porta alla creazione di posizioni che progressivamente ritornano in utile
 

Vediamo alcuni esempi concreti di come operare con successo sul Forex con le informazioni provenienti dal Cot FX.

Il grafico riportato sotto evidenzia le posizioni netto su EurUsd detenute da commercials e non commercials. Come si può vedere, quando  le divergenze tra i due attori in campo raggiungono dei valori estremi, è altamente probabile che questo anticipi i primari punti di inversione della tendenza di mercato.

 

 

Nel grafico seguente sono indicate, nella parte superiore,  le barre settimanali di prezzo relative a EurUsd. Nella parte centrale del grafico invece troviamo in azzurro il saldo settimanale tra le posizioni long e le posizione short degli speculators, ovviamente estratte  dal COT REPORT.  La linea nera tratteggiata che si muove tra l’istogramma azzurro rappresenta invece la percentuale di net long o net short rapportata all’open interest.

Questo indicatore è decisamente più importante rispetto al saldo netto in quanto rappresenta, in termini percentuali, quanto gli speculators sono sbilanciati dal lato long o short rispetto ai volumi; più alta (se sono net long) o bassa (se sono net short) è questa percentuale, più il sentiment è eccessivo ed a rischio di inversione.

Osserviamo gli ultimi tre bottom primari di EurUsd, quello del 2008, del 2010 e del 2012. Il posizionamento net short ha rappresentato un denominatore comune per tutti e tre i casi, ma non così può dirsi per il suo valore. Se invece andiamo a rapportare questo valore assoluto di net short sull’Euro all’open interest, notiamo subito che in tutti e tre i casi siamo scesi sotto il -25%, un primo campanello d’allarme che dal lato del sentiment si stavano iniziando a registrare dei forti eccessi di pessimismo sull’Euro e che l’apertura di posizioni short su EurUsd iniziava a diventare molto pericolosa.

  

 

Vediamo un altro caso pratico recente di COT REPORT. UsdMxn ha vissuto recentemente un forte deprezzamento e questo è ovviamente stato assecondato dagli hedge fund. Nel mese di ottobre però il net long raggiungeva dei massimi assoluti, ma soprattutto il rapporto di questo valore con l’open interest superava il 60%, un chiaro eccesso di sentiment positivo a favore di Mxn. Quando nel passato net long e percentuale sull’open interest hanno superato livelli ben definiti (vedi linea rossa orizzontale), il bottom primario di mercato era praticamente in vista. Il bello di questa strategia è che possiamo anche usarla nel caso di scenario opposto. UsdMxn è infatti un cross da vendere quando gli speculators diventano contemporaneamente  net short di Mxn con una percentuale rispetto all’open interest inferiore a -10%.

 

 

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