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Cerchi la risposta ma il potere è nella domanda.

Se sei approdato a quest’articolo dal nostro Gruppo Facebook di Club Strategico è perché hai seguito il link immediatamente dopo ad una domanda che ho rivolto nel post.

Domanda che chiaramente conosco.

Idem se la tua provenienza è data dall’ aver ricevuto una mail, una di quelle che ti mandiamo in quanto inscritto alla nostra newsletter.

Se invece stai leggendo questo articolo per esser stato indirizzato da un motore di ricerca, non conosco ovviamente con esattezza le parole chiave che hai utilizzato, ma le hai comunque scelte con cura per avere risposta ad una tua precisa domanda.

Quale?

La giusta domanda.

Quante volte ti sei affannato per trovare la soluzione ad una condizione, ad una situazione, ci giri intorno, ci sei quasi ma non proprio, qualcosa non si infila, resta sempre un po’ nebulosa, manca un incastro.

Ripeti e ripeti la stessa domanda, ma niente.

Ti incaponisci, ti scrivi la domanda, la leggi ad alta voce, la ripeti come un mantra, magari vai per strada mormorandola come un rosario, al punto che chi ti incrocia cerca di individuare il tuo auricolare prima di catalogarti matto.

Arrivi al punto che a furia di ripeterla, quella domanda non ha più senso, ha perso anche il potere interrogativo e l’unico potere rimasto è solo ipnotico e soporifero.

Tra l’altro non ti suona neanche più, non ricordi perché te la stavi facendo e temi addirittura di non ricordare la domanda…cioè, non è un timore, l’hai persa.

Fino ad un attimo prima la tua più grande impellenza, quasi la risposta a quella domanda dovesse cambiare tutto il senso della tua esistenza, ti sei sfinito per quante volte l’hai ripetuta ed ora l’hai presa, dimenticata.

Devi riformularla.

Dunque, com’era? Allora…no, così no… aspetta…ci sono!!!

Taack!

Trovata quella risposta tanto cercata.

Ma come, avevi smarrito la domanda ed ora sei già addirittura approdato direttamente alla risposta?

Diciamo che è stato un tutt’uno.

Non ricordando la domanda esattamente come originariamente formulata, l’hai casualmente rielaborata appena diversa e ti ha immediatamente portato alla soluzione che stavi cercando.

Facciamo così, io ammetto che l’ho magari un po’ romanzata, ma tu ti sforzi di vederla un poco in questo senso.

Noi cerchiamo la risposta ma dovremmo ricordare che possiamo arrivarci soltanto attraverso la giusta domanda.

La notte porta consiglio

Cosa dice questo proverbio?

Di dormirci sopra, un suggerimento a non arrovellarti il cervello alla ricerca della situazione immediata.

Si, ma cosa può cambiare in una notte, soprattutto se vai a dormire?

Non recepisci mica ulteriori informazioni che possano aiutarti.

Eppure, spessissimo, vai a dormire e ti svegli l’indomani con la risposta preconfezionata.

Cosa è successo?

Sei uscito dalla tua rigidità, dai tuoi schemi ed hai formulato la domanda in maniera diversa.

Anzi, è il tuo cervello che l’ha fatto in tua assenza, senza il tuo assillo, senza i tuoi impedimenti, approfittando proprio del fatto che stessi dormendo.

Ma vale anche se ti riesce di distrarti, se vai a correre, fai sport, se ti dedichi ad una attività che ti distolga la mente dal solito circolo vizioso.

Tutto ciò di cui hai bisogno è già dentro di te.

Mai sentito questa frase?

Chi lo sa nel profondo, percepisce, sente, ha la certezza di avere a disposizione risorse infinite, risorse in nostro possesso e che utilizziamo in minima parte.

E chi sta più avanti di te, spesso non ha nient’altro che una maggior consapevolezza di ciò, e si è costruito nel tempo dalle corsie preferenziali che lo portano più facilmente ad accedervi.

Per le risposte spesso è la stessa cosa.

La maggior parte delle volte la risposta l’hai già, insieme a migliaia di tante altre informazioni che quotidianamente recepisci ed immagazzini, le più giuste insieme alle più sbagliate per te, belle e brutte, vantaggiose e non, utili, inutili, che possono darti tutto ed il contrario di tutto.

A seconda della domanda che ti fai, vai a pescare la risposta.

E la risposta sarà adeguata alla domanda.

Fatti la domanda giusta.

Possiamo immaginare la domanda come un codice che ti permette di individuare nella giusta stanza, nel giusto scaffale, nel giusto ripiano, nella giusta casella, la risposta corrispondente.

Il nostro cervello è programmato per trovare risposta alla domanda che gli rivolgiamo.

Non devi comandargli di cercare la risposta, lo fa da sé, tu poni la domanda e lui comincia.

E non puoi neanche dirgli di smettere, una volta partito non lo fermi più.

Però puoi ingannarlo.

Siccome non sempre ha voglia, non sempre sei in grado di reggere, non continuativamente trovi conveniente avere quella risposta, manipoli la domanda in maniera tale di avere la risposta che preferisci avere.

Eheheeh, fatta la legge trovato l’inganno.

Ti faccio un esempio.

Domani DEVI fare un lungo giro a piedi per raggiungere diversi uffici, per delle noiose pratiche e la cosa non ti va proprio. Che palle!!!

Potresti porti la domanda in questo modo: domani sono a piedi, sarà prevista pioggia?

Controlli le previsioni e… << evvaiiiii!!! >> pensa felice il te sincero coperto però dal << caspita che sfiga, domani piove e non posso andare, sono costretto a rimandare >>, sommessamente pronunciato dal falso te.

Non vai, rimandi momentaneamente quella cosa che non ti andava di fare e sei anche capace di star sereno, non è mica per tua responsabilità.

Cosa puoi farci tu se domani piove?

 

La prova del nove.

Domani VUOI fare un lungo giro a piedi per raggiungere diversi negozi nei quali sono arrivati quegli articoli che da tempo attendevi. Non vedi l’ora.

Purtroppo è prevista pioggia ma tu ti poni la domanda in questo modo: << domani sarò a piedi, come posso attrezzarmi per non bagnarmi in caso di pioggia?>>

Ombrello, impermeabile, e scarpa adeguata sarà la risposta.

Bene, chiaramente una domanda del genere non te la poni nemmeno più, hai ormai più volte sperimentato e consolidato la soluzione.

Stupidi esempi, ma così reali che un po’ ti sto sulle balle, vero?

 

La domanda manipolata.

Cosa significa questo?

Che a volte non ti poni la domanda per trovare realmente la soluzione, ma semplicemente per evitare di risolvere rimanendo però al contempo pulito, privo di responsabilità, come nel caso sopra, vittima della pioggia.

Ed è così tutte le volte che ti rivolgi domande per cercare soluzioni che però ti curi di far dipendere da cose sulle quali non hai potere, nessuna possibilità di intervento, come il meteo.

Vorresti fare quello che hai sempre fatto, che non ti piace, che non ti soddisfa, sai che non ti porta da nessuna parte, ma non vorresti però averne la responsabilità.

In pratica vorresti anche concederti il sollievo di fingere che sia colpa del meteo, della crisi, degli studi che hai fatto o non fatto, che sia colpa del sistema, dei genitori, del capo…vorresti fare la povera vittima.

Beh, sappi che sei lontanissimo dal prendere in mano la tua vita.

Quindi, la prima domanda che dovresti rivolgerti

<< voglio realmente trovare una soluzione? >>

Questa domanda, una volta che tu abbia risposto affermativamente o negativamente, ha il potere di evitare che le successive domande possano essere manipolatorie.

Mo so cazzi tua non hai scampo.

Se la tua risposta fosse: << si, voglio realmente la soluzione >> beh allora con impermeabile, ombrello e scarpa adeguata, pioggia o non pioggia, vai a risolvere quelle noiose pratiche.

Se ti rispondi no, non potrai evitare di chiederti: << se non vuoi realmente trovare una soluzione allora cosa vuoi? >>

<< L’ (as)soluzione >>  sarà la risposta. (ricordi? Il nostro cervello è programmato per trovare risposta alla domanda che gli rivolgiamo)

A te la scelta.

Magari scegli di darti del procrastinatore oggi, ti dai del pigro domani, ma dopodomani vedrai che per non sentirti più, vai a completare quelle pratiche.

Oppure smetti di negare quella parte pigra e da procrastinatore che è in te, ne accetti la presenza prima e scegli di tenerla, o di lavorarci su, poi.

Intanto però non sei più vittima.

Ottimo risultato, mi sembra.

Sconfitto il meteo avverso, la crisi, gli studi che hai fatto o non fatto, il sistema, l’influenza dei genitori, le ingiustizie del tuo capo…e il risultato conseguito soltanto rivolgendoti delle domande.

Non è potere questo?!

Cosa vuoi.

Vuoi apprendere un corretto approccio all’educazione finanziaria?

Oppure confrontarti con diverse centinaia di persone che lo stanno già applicando?

Inoltre conoscere modalità d’investimento prudenti, che siano sostenibili e profittevoli nel tempo, dai risultati reali e documentati?

Ma anche semplicemente comprender meglio?

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