Il fallimento delle banche centrali nel comunicare l’aumento dei tassi

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Il fallimento delle banche centrali nel comunicare l’aumento dei tassi

 

Banca Centrale EuropeaQuello che le banche centrali hanno dimostrato è un fallimento nella comunicazione.

Le autorità monetarie stanno lottando per puntualizzare le loro view sulla politica monetaria, spesso in mezzo a un coro di view in competizione tra loro. Il presidente Ben S. Bernanke sta cercando di gestire le aspettative del mercato in merito al momento in cuila Federal Reserve rallenterà gli acquisti di asset e aumenterà i tassi di interesse. La spinta alla reflazione del governatore della Bank of Japan Haruhiko Kuroda Governatore sta ottenendo come conseguenza una salita dei rendimenti dei bond. Il presidente della Bce Mario Draghi sta distruggendo le speranze di investitori speranzosi in misure di nuovi stimoli monetari.

Lo scambio di messaggi poco chiari ha già innervosito il mercato finanziario, minacciando di minare la fiducia degli investitori, delle famiglie e dei consumatori e quindi distruggendo gli sforzi delle banche centrali volti a rafforzare le proprie economie. L’opacità mette i policy makers sotto pressione per migliorare le tecniche di comunicazione utilizzate finora  per contenere i costi finanziari.

“La finalità di una maggiore trasparenza da parte della banca centrale è stato quello di dare ai mercati chiarezza e ridurre la volatilità,” ha dichiarato Ed Yardeni, presidente e chief investment strategist presso Yardeni Research Inc. di New York. “Invece, l’effetto ottenuto è un aumento della volatilità, che risulta essere controproducente. Chiaramente i back-up dei rendimenti obbligazionari e i sell-off sono sconcertanti ”.

Bernanke avrà la possibilità di chiarire la posizione della banca centrale degli Stati Uniti il 19 giugno, tenendo una conferenza stampa dopo che la commissione Federal Open Market sulle politiche avrà completato un meeting di 2 giorni. Piuttosto che focalizzarsi sul momento in cuila Fed riuscirà a ridurre il suo acquisto di bond, Bernanke probabilmente sottolineerà il come e il perché di un tale passo, ha confermato Michael Feroli, capo economista americano di JPMorgan Chase & Co. a New York.

 

Non restringimento della politica monetaria

Bernanke “vuole sottolineare che un assottigliamento di acquisti di asset non è un inasprimento della politica e non è necessariamente irreversibile”, ha dichiarato Feroli, un ex ricercatore presso il consiglio della Fed a Washington.

I prezzi delle obbligazioni sono crollati da quando Bernanke ha comunicato alla commissione del Congress’s Joint Economic il 22 maggio chela Fed potrebbe ridimensionare le politiche di stimolo “nei prossimi incontri” se le prospettive di occupazione mostreranno  un miglioramento “sostenibile”. Egli ha sottolineato che qualsiasi decisione dipenderebbe da quello che i dati economici hanno mostrato e che una mossa per ridurre il ritmo degli acquisti potrebbe essere ritardata se il recupero tarda a venire e l’inflazione scende ulteriormente.

Le sue osservazioni giungono in risposta ad un quesito del rappresentante Kevin Brady, un repubblicano del Texas e presidente del comitato.

 

Bond Vigilantes

La caduta dei titoli di debito richiama alla mente le ondate di vendita che hanno avuto luogo negli anni 80, quando gli investitori erano preoccupati in merito alla politica fiscale, e non a quella monetaria. Yardeni ha coniato il termine “bond vigilantes” per descrivere le istituzioni finanziarie coinvolte.

Il rendimento del titolo del Tesoro a 10 anni era l’1,93 per cento il giorno prima dell’udienza del comitato ed ha continuato ad essere scambiato ad una percentuale a 14 mesi del 2,29 per cento durante la scorsa settimana.

L’ondata di vendite sui titoli del Tesoro ha innescato convulsioni ovunque nei mercati dei capitali, con più di $ 40 miliardi di dollari delle obbligazioni incluse nel Bank of America Merrill Lynch Global Broad Market Index che hanno perso una media dell’1,1 percentuale dal 21 maggio al 13 di giugno.

 “Le banche centrali hanno dato un senso di controllo quasi totale, instradando la volatilità ed i rendimenti dei bond al minimo storico e comprimendo i rischi.”, ha sentenziato Michala Marcussen, responsabile globale di economia pressola Societe GeneraleSA a Londra. Mentre il “conto alla rovescia” per la fine del quantitative easing contenuto nel programma della Fed prosegue, “la volatilità ed i rendimenti più elevati stanno ritornando.” Marcussen  prevede che il rendimento del Tesoro a 10 anni salirà al 5 per cento entro il 2017.

 

 ‘Molto preoccupato’

 Alan Blinder, Vice Presidente Fed dal 1994 al1996, hadetto di essere “molto preoccupato” per il fatto che i  mercati finanziari potrebbero reagire in modo eccessivo alle misure della Fed sulla riduzione ed eventualmente l’uscita dai suoi sforzi per sostenere l’economia.

“Temo che possa andare peggio di quanto accaduto nel  1994, quando i rendimenti a 10 anni salirono di quasi 2,5 punti percentuali, mentrela Fed stringeva il credito”, ha spiegato il professore della  Princeton University. E la perdita di capitale sarà anche più grande, perché il punto di partenza per i rendimenti è inferiore, ha aggiunto.

I policy makers sono consapevoli delle potenziali insidie.La Fed avrà bisogno di “riflettere attentamente in merito a quale combinazione di azioni e comunicazioni  utilizzare per scongiurare un shock del mercato all’inizio della “politica di normalizzazione,” ha enunciato il presidente William C. Dudley della Federal Reserve Bank di New York, il 21 maggio.

Bernanke potrebbe “cercare di aiutare il mercato a costituirsi una specie di immunità” per le future azioni della Fed con il suggerimento secondo il quale la banca centrale potrebbe tagliare l’acquisto di bond, ha dichiarato Lou Crandall, capo economista di Wrightson ICAP LLC a Jersey City, nel New Jersey. “Questa è un po’ una vaccinazione verbale.”

 

Inversione di tendenza

I rendimenti del Tesoro “potranno probabilmente anche invertire alcuni dei recenti movimenti rialzisti”, se Bernanke dovesse riuscire a guadagnare la fiducia di investitori in grado di acquistare nonostante il complicato messaggio lanciato della Fed, ha sentenziato Roberto Perli, partner di Cornerstone Macro LP a Washington ed ex ricercatore pressola Divisionedella banca centrale Division of Monetary Affairs.La Fedla fama di essere ben capace di dimostrare ai mercati di comprendere le sue intenzioni, riducendo i timori di una politica di forte inasprimento del costo denaro nel 2004 e introducendo un target temporale di possibile dei tassi nel mese di agosto 2011.

Quel messaggio ha tre parti, secondo Perli.La Fed probabilmente scalerà la marcia sull’acquisto di asset nei prossimi mesi, in quanto sempre  più fiduciosa sulle prospettive economiche. Fermerà il tapering o lo invertirà se la crescita vacilla. E un rallentamento nel quantitative easing non significa chela Fed sta accelerando i piani primo aumento dei tassi di interesse dal 2006.

 

Vicino a Zero

I responsabili politici hanno tenuto l’obiettivo relativo al loro tasso di riferimento vicino allo zero dal dicembre 2008. Hanno promesso di mantenerlo attorno a quel livello fintanto che la disoccupazione rimarrà al di sopra del 6,5 per cento e la prospettiva per l’inflazione non supererà il 2,5 per cento. Il tasso di disoccupazione in Maggio è stato del 7,6 per cento in maggio, mentre l’inflazione, misurata dall’indice dei prezzi al consumo, è stata dello 0,7 per cento in aprile.

Gli investitori inoltre sono stati confusi da un “messaggio misto” proveniente dai responsabili politici della Fed, ha detto Marvin Goodfriend, professore alla Tepper School della Carnegie Mellon University di Pittsburgh ed ex funzionario della banca centrale. “Loro sono divisi e così il mercato è diviso e quindi si otterrà più volatilità”.

James Bullard, presidente della Federal Reserve Bank di St. Louis, ha spiegato il 10 giugno, che il basso livello di inflazione può assicurare un prolungato ‘uso “aggressivo” degli acquisti di bond per stimolare la crescita. Appena cinque giorni prima, il presidente della Fed di Dallas Richard Fisher aveva annunciato che la banca centrale avrebbe già dovuto cominciare a tagliare i suoi acquisti di titoli garantiti da ipoteca, aggiungendo che non sussiste nessuna preoccupazione per la deflazione.

 

I rendimenti in salita

In Giappone, Kuroda ha dovuto affrontare anche un aumento a 10 anni dei rendimenti dei titoli di stato a 0,815%, il 14 giugno, nonostante  la Bancadel Giappone ha rafforzato il suo acquisto di bond per sconfiggere 15 anni di deflazione. Lo yen è anche salito al massimo nei confronti del dollaro a due mesi, dopo aver toccato il suo livello più debole dal2008 amaggio, dopo l’inizio dell’easing di Kuroda.

Questi guadagni vanno in conflitto con gli sforzi di Kuroda circa il contenimento ell’indebitamento e della spesa, aumentando le aspettative di rialzo di inflazione e salari. Kuroda ha comunicato il 22 maggio che i rendimenti più elevati potrebbero essere necessari al miglioramento dell’economia, dopo aver detto in precedenza che la banca centrale era indirizzata alla riduzione dei tassi di interesse di mercato.

“Kuroda deve essere coerente con quello che dice”, ha spiegato Masaaki Kanno, un ex funzionario BOJ e ora capo economista Giappone a JPMorgan Chase a Tokyo. “Le attese del mercato erano per una BOJ più favorevole al mercato.”

 

Volatilità del mercato dei bond

La banca centrale durante la scorsa settimana si è astenuta dal combattere la volatilità sul mercato obbligazionario, e Yoshiki Shinke, capo economista presso Dai-ichi Life Research Institute di Tokyo, sostiene che gli investitori potrebbero aver chiesto troppo dalla BOJ.

“E’ tipico che gli investitori e gli operatori si aspettino che la banca centrale implementi le misure politiche per sostenere i mercati e le loro aspettative vengono tradite dalle autorità monetarie,” ha confermato. “Gli investitori sono stati indotti a prevedere altre misure di easing, ma la banca centrale non ha svelato nulla.”

I policy makers dovrebbero spiegare che i rendimenti dei titoli probabilmente aumenteranno in seguito al rialzo delle aspettative di inflazione e che gli acquisti sono progettati per contenere i tassi di interesse reali, ha espresso Goodfriend, appena tornato da una conferenza BOJ a Tokyo.

Devono stare tutti in allerta.  “La banca deve compiere maggiori sforzi per promuovere la comprensione tra il pubblico ed i mercati circa la sua strategia monetaria perseguendo strategie di comunicazione più efficaci,” ha dichiarato Sayuri Shirai, membro del consiglio BOJ del consiglio, il 13 giugno.

 

‘Un po’ di auto-correzione ‘

Pressola BCE, Draghi ha intrapreso quello che l’economista della Deutsche Bank AG Gilles Moec chiama “un po’ di self correction” nella sua presa di posizione percepita dopo che le osservazioni di Draghi stesso, il 2 maggio, avevano innescato un aumento delle scommesse di nuove misure di stimolo. La banca centrale ha tagliato il tasso di riferimento al minimo storico dello 0,5 per cento, e Draghi ha dichiarato che i funzionari avevano una “mente aperta” sulla riduzione del cosiddetto tasso di deposito sotto zero.

Draghi ha poi minimizzato queste misure, il 6 giugno, contribuendo a spingere l’euro al suo punto più alto nei confronti del dollaro dal mese di febbraio e i rendimenti dei titoli spagnoli e italiani a 10 anni al loro livello massimo dal mese di aprile.

“Le comunicazioni sono state un po’ difficili da seguire ultimamente”, ha detto Moec, co-capo economista europeo a Londra ed ex funzionario della Banca di Francia. Gli investitori hanno bisogno di “average out” le ultime due conferenze stampa di Draghi per indovinare la vera posizione della BCE.

Il cambiamento di tono riflette il “completo disaccordo” all’interno del Consiglio direttivo di 23 membri della BCE, costringendo Draghi a trovare un consenso dopo aver spinto attivamente verso nuovi stimoli,  ha riferito Marc Ostwald, strategist di Monument Securities Ltd. a Londra.

 

Non  realistico

Alcune ore dopo che Draghi aveva riferito che a maggiola BCE era tecnicamente preparata per un tasso di deposito negativo, il membro direttivo del consiglio Ewald Nowotny ha riferito alla CNBC che una tale mossa “non deve essere vista come qualcosa di realistico nel prossimo futuro”. Il collega Christian Noyer ha espresso anch’esso, in un’intervista del 28 maggio, i suoi dubbi in merito a tale politica.

I chiarimenti potrebbero non essere ancora terminati. Laurence Boone, capo economista europeo di Bank of America Merrill Lynch, sostiene che i funzionari della BCE vorranno correggere i tassi di interesse del mercato per rassicurare che rimarranno bassi.

Draghi si rifiuta di considerare le spaccature all’interno del board come una “drammatizzazione” sostenendo che il dibattito in corso porterà ad una conclusione.

“Esistono varie vedute in ognuna delle banche centrali, ed in un tale periodo di incertezza, sussistono ovviamente grandi varietà di opinioni”, ha enunciato il 6 giugno. “Questo non può che essere positivo”.

 

L’intuito degli investitori

Le sfide della comunicazione rappresentano uno scatto di rapidità, dopo un periodo in cui la trasparenza è stato considerata come la chiave per la politica. Teoricamente, più gli investitori giocano d’intuito, più saranno in grado di interpretare correttamente i piani di una banca centrale e rafforzarsi all’interno del mercato.

Alla Fed, per esempio, Bernanke ha avviato regolari conferenze stampa, ha adottato un obiettivo di inflazione e rilasciato le aspettative dei funzionari per il percorso appropriato che dovrebbero seguire i tassi ufficiali.

Il dilemma ora è che i funzionari delel banche centrali sono in quello che Sylvester Eijffinger, un professore di economia finanziaria presso l’Università di Tilburg, nei Paesi Bassi, paragona a quello che le vecchie mappe in Latino definirebbero “terra sconosciuta”.

Nel caso della Fed, mentre le buone comunicazioni sono fondamentali per il controllo dei mercati, le complicazioni provengono dagli stessi funzionari, i quali spesso dimostrano di non avere le idee chiare su quando uscire da una politica, o sono in disaccordo sui tempi giusti per muoversi subendo una pressione politica per resistere al cambiamento.

“Questi fattori rendono molto difficile la comunicazione per la banca centrale”, ha dichiarato Eijffinger, consulente al Parlamento europeo sulla politica monetaria. Sela Fednon è in grado di “controllare il processo” per il recupero e la gestione delle aspettative sull’inflazione ed i tassi di interesse, allora gli Stati Uniti potrebbero “essere di fronte a una sorta di brusco rallentamento della crescita”, a due o tre anni a partire da oggi.

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