Diminuisce l’inflazione e La Risposta è un Aumento dell’Immissione di Moneta

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Diminuisce l’inflazione e La Risposta è un Aumento dell’Immissione di Moneta

 

immissione di denaroIl rallentamento dei mercati globali sta dando alle banche centrali spunto per fornire all’economia mondiale più liquidità e tassi di interesse più bassi, lo scopo è quello di mantenere la stabilità dei prezzi e stimolare l’economia.

Il Presidente della BCE Mario Draghi potrebbe Giovedì annunciare il taglio del tasso della moneta unica al minimo storico dello 0,5%. Questa manovra ha l’obbiettivo di stimolare l’economia fermando la recessione che continua a insistere sull’area Euro. Il Presidente della Federal Reserve Bernanke, nella riunione del FOMC, potrebbe a sua volta decidere di spingere maggiormente con l’acquisto di assets per stimolare l’economia, chi è contrario a questa strategia sostiene che l’effetto viene vanificato dall’aumento dell’inflazione. Anche nuova Zelanda e Canada hanno diverse ragioni per intraprendere una politica monetaria meno rigorosa. Le probabilità che l’inflazione rimanga bassa sono elevate in quanto l’economia mondiale rallenta, i prezzi delle materie prime stanno scendendo, pertanto lo scenario di chi prevedeva che il quantitative easing avrebbe innescato un’accelerazione dei prezzi sembra che non si stia verificando, almeno fino ad ora. L’attuale bassa inflazione è “non desiderata” pertanto le banche centrali fanno di tutto per stimolare ulteriormente l’economia con politiche monetarie di quantitative easing.

Il calo dei prezzi per ogni genere di prodotto, dal petrolio al caffè, sono una buona notizia per i consumatori. Il pericolo tuttavia arriva quando avviene una deflazione, che porta le famiglie ad aspettare prima di intraprendere acquisti, in attesa che i prezzi scendano ulteriormente e dall’altro lato della barricata ci sono le imprese che aspettano a fare investimenti e le assunzioni per la stessa ragione. In Giappone, dove i prezzi sono scesi in 11 degli ultimi 14 anni, il nuovo Governatore Haruhiko Kuroda ha annunciato un raddoppio degli acquisti obbligazionari mensili, nel tentativo di raggiungere almeno il 2% di inflazione in 2 anni e rilanciare la terza potenza economica mondiale.

Il pericolo di una imminente inflazione causata dall’immissione di moneta e acquisto smisurato di titoli di stato da parte delle maggiori banche centrali sembra scongiurato soprattutto dal calo dei prezzi delle materie prime, dal petrolio greggio al rame. Si stima che quest’anno l’incremento dei prezzi delle commodities sarà nel complesso pari a zero. Proprio grazie (o a causa) di questi fattori, l’inflazione del secondo semestre 2013 scenderà sotto il 2%, è il livello più basso dal 2009.

La Mcdonald Corp è una delle poche aziende che negli ultimi tempi sono riuscite a portare a casa un profitto costante e non hanno aumentato i prezzi. La più grande catena di fast food al mondo registra nel primo trimestre di quest’anno utili perfettamente in linea con il 2012. Fenomeno analogo avviene in Germania, dove le più grandi case automobilistiche Europee stanno applicando sconti sempre maggiori sulle autovetture prodotte e al momento nulla fa pensare che ci saranno a breve aumenti dei prezzi.

 

Draghi è Pronto

BCEDomani festa del lavoro e il primo maggio tutti i riflettori puntati su Mario Draghi, un mese fa ha dichiarato che la banca centrale è pronta a intervenire se l’economia non recupera. Il 19 Aprile poi ha confermato che i dati non hanno evidenziato alcun miglioramento, i dati hanno mostrato che l’inflazione della Germania è al minimo da due anni e mezzo a questa parte, e la fiducia dei consumatori nelle 17 nazioni della zona Euro è diminuita di più rispetto a quanto previsto dagli esperti.

Questo clima di incertezza e gli ultimi dati suggeriscono che la recessione iniziata nell’ultimo trimestre 2011 potrebbe protrarsi anche per tutta la seconda metà di quest’anno. L’inflazione registrata in marzo è stata dell’1,7 per cento, poi in aprile è sceso all’1,6 per cento. Parliamo dei valori di inflazione molto al di sotto del 2% programmato della BCE, ed è addirittura possibile che se proseguisse il trend attuale vedremo nel 2014 un’inflazione all’1,3%.

 

Euro Debole

Un taglio del tasso di interesse della Banca Centrale BCE, porterebbe secondo gli analisti ad un ulteriore indebolimento dell’euro e il rapporto di cambio contro il dollaro, chiamato come secondo nome anche Fiber, attorno a 1,28/1,30 dollari per un euro.

Tassi inferiore renderebbero più conveniente prendere in prestito denaro dalla BCE, questo garantirebbe maggior liquidità nei mercati finanziari e contribuirebbe a contenere i costi dei mutui e dei finanziamenti alle imprese.

 

La FED negli Stati Uniti

Bernanke e gli alti funzionari della FED hanno mostrato poco interesse a mantenere troppo bassa l’inflazione, in particolare in molti sostengono che un effetto collaterale della bassa inflazione sia il portare le aziende a ridurre il personale, perchè mentre i prezzi dei beni al consumo devono diminuire, gli stipendi non si possono abbassare pertanto per rientrare nei bilanci l’unica via è fare tagli del personale. La FED per aiutare l’economia a risollevarsi sta acquistando 85 miliardi di dollari al mese di buoni del tesoro e titoli garantiti, una strategia nota come quantitative easing. La Banca Centrale si impegna a mantenere i tassi di interesse vicini allo zero fino a quando la disoccupazione rimarrà sopra al 6,5% e l’inflazione non supererà il 2,5%. Il dato della disoccupazione in US per marzo ha staccato un 7,6%, quindi siamo lontani dall’obbiettivo e almeno per tutto quest’anno il QE potrebbe proseguire. Nell’ultimo incontro di marzo, il direttorio della FED hanno discusso un eventuale ridimensionamento degli asset acquistati mensilmente ed eventualmente la chiusura del programma entro la fine dell’anno. La FED probabilmente rimanderà una decisione al riguardo, in quanto gli ultimi dati continuano a segnalare un’economia che cresce a rilento e un’inflazione piuttosto bassa. La Banca del Canada ha previsto un’inflazione sotto al 2 per cento fino al secondo trimestre 2015. In Nuova Zelanda la Banca Centrale manterrà per tutto quest’anno i tassi al 2,5% mentre in Australia probabilmente assisteremo ad un taglio del cash rate il prossimo mese.

 

Mercati Emergenti

mercati emergentiLo stesso fenomeno lo osserviamo anche nei mercati emergenti, taglio dei tassi per combattere un’economia stagnante. In India è stato abbassato da poco il tasso di sconto, in Turchia 2 settimane fa è avvenuto lo stesso, in Ungheria abbiamo assistito all’ultimo taglio dei tassi esattamente una settimana fa. In Messico il taglio del tasso ufficiale di 0,5 per cento è stato reso operativo la seconda settimana di marzo. In pratica tutti i paesi tagliano i tassi, sia i BIG che i paesi in via di sviluppo.

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