Lehman Brothers: storia del più grande disastro di Wall Street

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Il fallimento Lehman Brothers: la storia del più grande disastro di Wall Street.

La quarta Banca d’affari degli Stati Uniti, una storia ultracentenaria, era “Too Big to Fail”. Sarebbe stata una catastrofe. Fu l’11 Settembre 2001 della finanza mondiale.

Lehman Brothers fu fondata nel 1805 da due fratelli bavaresi. Dopo alcuni fortunati investimenti prima nel settore tessile e poi nell’industria ferroviaria, strinsero un accordo con Goldman Sachs che gli permise di entrare nel settore finanziario. La storia spesso ha questi corsi e ricorsi, il nome di Goldman Sachs avrà un ruolo centrale anche nel suo fallimento.

Negli anni successivi Lehman Brothers attraversa fortune alterne, superando indenne la Grande Depressione. Raggiunge un ruolo centrale nell’economia degli Stati Uniti solo alla fine degli anni 70. Da quel periodo in poi, è la quarta banca d’affari del Paese.

Come si arriva alla grande bancarotta del 2008?

La Commissione d’Inchiesta, incaricata di fare luce sul più grande fallimento della storia di Wall Street, mette in discussione le operazioni dei manager.

In periodi in cui i tassi erano molto bassi, hanno investito oltre 20 volte il patrimonio netto della Banca. La Banca continua a fare utili da capogiro. Questi investimenti si sono rivelati poi strumenti finanziari “tossici”, primi tra tutti mutui subprime e altri investimenti ad alto rischio.

Il ruolo dei Mutui Subprime

La crisi dei mutui subprime è stato il punto di non ritorno. E non era un avvenimento imprevedibile. La bolla immobiliare aveva fatto crescere di molto prezzi delle case ma molti sapevano che non poteva essere un andamento infinito.

Nonostante questo il management di Lehman Brothers continuò a spingere su questi prodotti. Quando la bolla è scoppiata ci si è resi conto che il reale valore iscritto a bilancio era di molto inferiore a quello dichiarato fino a quel momento.

La fuga degli investitori

La prima ad accorgersi che qualcosa non andava, fu proprio la Federal Reserve. In una nota interna, un dirigente spiegava già in tempi non sospetti alcune dinamiche indicative.

Prima tra tutti la fuga di molti investitori che avevano fiutato che i valori di Bilancio erano gonfiati o comunque non aderenti al reale valore degli asset.

Pochi giorni dopo, questa fuga genera una mancanza di liquidità che porta la banca a dover vendere gli asset per ripagare i debiti. Ben presto ci si accorge che quel capitale non può bastare.

15 Settembre 2008. Lehman Brothers dichiara bancarotta.

Iniziano a Wall Street alcune trattative per il salvataggio. Prima Bank of America, poi Barkleys che però si rifiutano di intervenire. Anche a livello governativo, non c’è la volontà di porre in campo gli investimenti mastodontici necessari a un salvataggio.

Dopo una serie di trattative andate male, la Banca è ufficialmente fallita. Si innesca così la più grande crisi dagli anni ’30 del secolo scorso e durerà più di dieci anni. Bruciano in un solo colpo più di 690 miliardi di dollari e più di 20000 posti di lavoro.

Wall Street reagisce malissimo: perde 500 punti. su tutti mezzi di informazione rimbalzano le ormai storiche immagini dei dipendenti che lasciano la sede di New York con le scatole di cartone con i propri effetti personali.

Cosa si sa oggi del disastro Lehman Brothers e del crollo di Wall Street del 2008?

In Lehman Brothers, la storia del più grande disastro di Wall Street è un mix di:

Mancanza di Controllo.

Al pari di altri concorrenti, Lehman Brothers sfruttò i vantaggi della deregulation di Wall Street fortemente voluta dalla presidenza Bush. Questo gli ha permesso di indebitarsi e di investire in strumenti ad alto e altissimo rischio. Nonostante ciò, fino al giorno della bancarotta, la banca ha sempre avuto rating “A”

Il “castello di carte”

I Repo erano lo strumento utilizzato per falsificare il reale valore degli asset. I Repo sono operazioni di cessione temporanea di asset in cambio di prestiti a breve termine. In Lehman Brothers invece venivano portati a bilancio come delle vere e proprie cessioni. Tutto con il benestare dei revisori e degli avvocati che avrebbero dovuto vigilare. Venivano quindi iscritti dei prestiti come se fossero state delle vere e proprie cessioni. Nel momento in cui questi prestiti sono scaduti, la Banca ha dovuto ripagarli facendo aumentare il proprio debito a livelli ormai insostenibili.

Corruzione e Politica

Fuld, amministratore e presidente di Lehmann Brothers, in dieci anni aveva versato oltre 300000 dollari a membri del congresso americano per corromperli e comprare il loro silenzio. Fu poi processato dal congresso ma non dalla magistratura.

I creditori

Solo nel 2012 Lehman Brothers uscì dall’amministrazione controllata. Iniziò a rimborsare quindi i creditori. Purtroppo solo 65 dei 300 miliardi furono restituiti.

I protagonisti

Dick Fuld, l’amministratore delegato, porta a casa 500 milioni di dollari di compensi. Chiede pubblicamente scusa agli investitori solo nel 2015. Sottolineando però come sia stata colpa anche del sistema politico ed economico dell’epoca.

John Candiller, direttore generale. Dopo il fallimento della banca, abbandona Wall Street per ricominciare in Inghilterra. Qui fonda una nuova società tecnologica.

Erin Callan, direttore finanziario. L’unica a denunciare poco prima del crack che qualcosa non andava. Fu licenziata e in seguito ad una crisi nella sua vita privata tenterà il suicidio. Solo negli ultimi anni ritrova un equilibrio e scrive un libro sulla sua esperienza di vita.

12 Anni per tornare a quel 2008

In Italia il PIL perse oltre il 3% e diverse banche europee andarono in difficoltà con la necessità per alcune di veri e propri piani di salvataggio. La Borsa Italiana è tornata a 24689 punti solo il 20 Febbraio 2020.

Questo livello non si vedeva proprio dai giorni del crack del 2008. Nonostante le paure per il Covid 19 e certamente grazie alle ottime performance di Wall Street degli ultimi mesi.

Ci sono quindi voluti 12 anni per risalire, in un Paese come l’Italia, ai livelli economici precedenti all’innesco di quella grande crisi mondiale.

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