Market Movers: La Fed ingabbiata dalla Bce

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Market Movers

La Fed ingabbiata dalla Bce

 

Maledetto Dollaro

Negli Stati Uniti c’è un certo smarrimento circa l’evoluzione futura dei tassi di interesse. I verbali dell’ultimo FOMC hanno chiarito che il rialzo ci sarà ma non quando ci sarà. C’è una evidente spaccatura tra i membri con alcuni esponenti che temono che un rialzo a breve potrebbe provocare una eccessiva forza nel Dollaro e quindi rendere più difficoltosa la ripresa importando deflazione. Alla luce degli indicatori economici recenti continua ad essere incomprensibile la fretta della Fed nel rimuovere la ZIRP (Zero Interest Rate Policy) a meno che la Banca Centrale non voglia crearsi la fiche da spendere nel momento in cui i mercati finanziari cominceranno a correggere, fiche per ora non disponibile.

Le tempistiche dipenderanno anche dal cambio e solo un dollaro più debole a nostro modo di vedere potrebbe spianare la strada alla Yellen, evento per ora rimandato dalla politica di un’altra banca centrale, quella europea, che nella settimana entrante farà un primo resoconto di questo fase embrionale di QE.

Tornando ai dati americani della settimana ricordiamo le vendite al dettaglio e la produzione industriale del 14 aprile, la produzione industriale del 15 aprile, il Phily Fed del 16 e soprattutto venerdì 17 i dati di fiducia dei consumatori, indice anticipatore ed inflazione.

 

Il rendiconto di Draghi

Per quello che riguarda l’Europa, detto della Bce, da segnalare i dati di produzione industriale il 14 aprile e di inflazione il 17. A questo si aggiungono i dati sulla disoccupazione inglese del 17. Sarà Mario Draghi il vero market movers della settimana poiché i suoi cenni a cosa sta succedendo al mercato del credito e all’economia europea ad oltre un mese dalla partenza del QE faranno la differenza. Certamente chi ne sta approfittando  sono i mercati finanziari bond o equity in modo indifferente. La curva tedesca ha rendimenti negativi fino all’8 anni, i tassi spagnoli a 2 anni sono scesi sotto lo zero e le borse europee mediamente guadagnano il 20% dall’inizio dell’anno.

 

Intanto in Cina…

Europa e Stati Uniti a parte ci sarà parecchia attesa in settimana per i dati provenienti dalla Cina soprattutto quelli di produzione industriale, vendite al dettaglio e Pil previsti per il 14 aprile. Oltre alla Cina poniamo l’attenzione anche sulla settimana interessante che vivrà il Canada con il meeting di politica monetaria previsto per il 15 aprile e i dati di inflazione il 17.

 

Trade della settimana

Segnale forte quello arrivato questa settimana da EurAud con un bearish engulfing pattern su scala weekly abbinato ad un segnale bearish derivante dalla tecnica delle Ichimoku sempre su scala weekly che sembrano preparare il terreno ad un rafforzamento. Il dato della disoccupazione australiana del 16 aprile potrebbe fare da market mover ma tecnicamente la soglia chiave è quella di 1.3725, zona di transito della neck line di un potenziale testa e spalla ribassista oltre che minimo di marzo. Sotto questo livello di area 1,37 si aprirebbero le porte di un corposo rafforzamento dell’Aud con l’ambizioso obiettivo di 1.25.

pa1980

 

 

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