Market Movers: 2016, un anno problematico

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Market Movers

2016, un anno problematico

Il marzo delle Banche Centrali

Settimana parecchio intensa quella che ci si presenta davanti e siamo sicuri di questi tempi la volatilità non mancherà. Ovviamente gli occhi sono centrati su Stati Uniti ed Europa con il rallentamento della prima economia al mondo ed il continuo ribasso dei tassi dentro Eurolandia a mettere in apprensione gli investitori. Il petrolio tenta a fatica di staccarsi dalla fascia dei 30 dollari ed il taglio del rating al debito brasiliano da parte di Moody’s conferma come i danni da un greggio a così buon mercato ormai sono fatti e dureranno per i prossimi mesi. Il settore high yield bond rimane sotto pressione ed in Europa le banche continuano ad essere travolte da ondate di vendite e sfiducia. Abbassare ancora i tassi sui depositi (decisamente ampiamente scontata nel meeting Bce del 10 marzo) non farà che ispessire una situazione critica per la redditività degli istituti di credito. La deflazione non mollerà la presa nonostante nuovi QE ed il caso del Giappone è lì a dimostrare come certe dinamiche (demografiche, di tessuto produttivo giusto per fare due esempi) non possono essere invertite a colpi di QE.
Tornando ai dati macro che ci aspettano in settimana, dall’America arriveranno informazioni cruciali. Si comincia il 29 febbraio con il Chicago Pmi, a seguire l’1 marzo l’Ism manifattura, il 3 marzo l’Ism servizi, gli ordini di fabbrica e gli ordini di beni durevoli, per terminare il 4 marzo con il dato sulla disoccupazione.

Se anche i tedeschi perdono la fiducia…

Il dato sull’Ifo della settimana scorsa (sceso sotto quota 100 nella componente aspettative) conferma come l’economia tedesca sta rallentando e di brutto, rendendo necessaria (se non forse troppo in ritardo) una nuova manovra di espansione di liquidità un anno dopo la partenza del primo QE. Il 1 marzo conosceremo la disoccupazione di Eurolandia, il 2 marzo i prezzi alla produzione, il 3 marzo il Pmi composite, il 4 matzo il Pil italiano.

Cosa frenerà il super Yen?

Forza dirompente quella della moneta giapponese che paradossalmente ha cominciato a macinare nel momento in cui la Boj ha tagliato i tassi. Il mercato sembra comprare Yen quasi associando il Giappone alla Svizzera e questo spiega l’incertezza prevalente sulle piazze finanziarie. Anche per il Sol Levante sarà una settimana intensa dal punto di vista dei dati. Vendite al dettaglio e produzione industriale il 29 febbraio seguita l’1 marzo dalla disoccupazione

Trade della settimana

EurAud ha raggiunto una soglia di supporto importante in area 1.52 e da qui il mercato ha infatti mostrato una certa reazione. Con un corretto rapporto rischio rendimento qui si può tentare il long anche considerando i numerosi dati che usciranno in settimana. Primo fra tutti la decisione sui tassi di interesse del 1 marzo, poi il Pil del 2 marzo, la bilancia commerciale il 3 marzo e le vendite al dettaglio il 4 marzo. Un rimbalzo in grado di saggiare la tenuta della precedente up trend line ci sta, anche considerando gli oscillatori scarichi di questi giorni.

euraud

 

 

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