Market Movers: Che Movida la prima settimana dell’anno

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Market Movers

Che Movida la prima settimana dell’anno

 

Mercati ansiosi di sapere cosa farà ora la Federal Reserve

La prima settimana dell’anno non è stata certamente noiosa e sembra essere un succoso antipasto di quello che succederà nel resto del 2016. Probabilmente dovremo attendere la fine di gennaio e nello specifico il meeting Fed del 27 gennaio per vederci chiaro, ma già dal 21 gennaio la Bce comincerà a far trapelare le sue idee. Il peggior inizio anno dell’ultimo secolo di storia della borsa americana fa capire il nervosismo di operatori i quali non riescono ancora a farsi una ragione del perché la Fed stia cercando di alzare i tassi di interesse in un momento in cui l’inflazione rimane molto bassa (e le commodity promettono di abbassarla ancora di più) e la stessa congiuntura economica mostra segni di rallentamento. Dall’altra parte EurUsd è condizionato dalla politica della BCE. I mercati chiedono altra liquidità , il tasso di inflazione scede sotto l’1% (versione core) ed ora bisognerà capire non tanto il quando, ma quanto Draghi ha intenzione di aggiungere sul piatto del piano di riacquisto titoli. Tornando agli Stati Uniti pochi i dati macro in uscita la settimana prossima. Sarà soprattutto venerdì’ 15 la giornata clou con prezzi alla produzione, vendite al dettaglio ed indice Empire a saggiare l’umore dei mercati.

E’ già esame per Draghi

Inutile negarlo i mercati aspettano al varco la BCE. Il timido segnale di espansione del QE lanciato a dicembre non ha fatto altro che innervosire operatori che volevano di più in termini quantitativi. I dati stanno mostrando una nuova preoccupante piega verso il basso del tasso di inflazione per fortuna ancora non assecondati da quelli di fiducia. Facile però prevedere che presto le tensioni del commercio mondiale si trasmetteranno anche ad economie export oriented come quella tedesca ed italiana. Pochi anche in Europa i dati pubblicati. La produzione industriale il 13 gennaio è l’unica degna di nota.

Economie emergenti

Settimana avara di notizie questa, ma con interesse sarà opportuno guardare a quello che succede in Giappone, dove lo Yen in rafforzamento potrebbe cominciare a danneggiare il deficit delle partite correnti, in Cina dove il 13 gennaio verrà pubblicato il dato sull’export e in Australia dove il 14 verrà pubblicato il dato sulla disoccupazione. Importante anche la settimana per la Gran Bretagna dove il 14 gennaio si decide sui tassi. La Bank of England arriva all’appuntamento con una Sterlina molto bassa rispetto al Dollaro e tornata in area 0.75 contro Euro. Pesa l’ipotesi Brexit, ma anche l’impressione che i tassi non saliranno a breve.

 Trade della settimana

EurSek sta seguendo un trend discendente da settimane e l’area attuale comincia ad essere interessante in termini bearish. Lo mostra chiaramente il grafico. Nonostante una banca centrale pronta ad intervenire svalutando qualora il dato di inflazione (in uscita il 14 gennaio) dovesse risultare peggiore delle aspettative, le forze di mercato stanno agendo in senso opposto. Il retest dei minimi appare probabile con uno stop da fissare idealmente a 9.40.

eursek

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