Market Movers: Forse sì, forse no

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Market Movers

Forse sì, forse no

Tutto rimandato a settembre?

Una Fed così incerta non si capisce bene se  prenderla come rassicurante o come sconcertante. La Yellen avrà fatto i suoi conti, ma di certo azzardare un non rialzo nei tassi a giugno e dando per scontato un nulla di fatto a novembre in occasione delle elezioni presidenziali, rischia di stringere la Fed al solo mese di settembre come finestra utile da qui a fine anno per rivisitare la sua politica monetaria. Il gioco è ambiguo. La Fed ha tolto i rischi dell’economia mondiale come elemento di disturbo della sua politica monetaria e allora perché non agire fin da adesso con i mercati sui massimi storici? Qualcosa non convince in questa vicenda ma certamente rimanere a metà del guado dopo un piccolo rialzo di 25 punti base è un qualcosa che lascia perplessi e che potrebbero nascondere un timore di rallentamento economica in vista anche negli States. Detto questo la settimana entrante sarà molto ricca di informazioni macroeconomiche. Il 2 maggio conosceremo l’ISM manifatturiero, seguito il 4 maggio da bilancia commerciale, ordini di fabbrica e ISM servizi. Si chiude con il solito atteso dato sulla disoccupazione americana NFP

.

No direction

In Europa si continua ad essere molto più distratti da eventi geopolitici che da quelli economici. Le borse europee sembrano aver esaurito il potenziale di rimbalzo, i tassi hanno fatto un classico movimento tecnico di rimbalzo ma nulla di più, l’Euro continua a vivacchiare tra 1.10 e 1.15. La scossa di Draghi difficilmente sarà tale se non supportata da politiche economiche di taglio fiscale e spesa pubblica e quindi la stagnazione prosegue. I dati più rilevanti attesi in settimana sono quelli su prezzi alla produzione e vendite al dettaglio il 3 e 4 maggio.

 

Occhio ai tassi australiani

Ancora protagonista l’Australia questa settimana. Dopo il pessimo dato sull’inflazione (o meglio sulla deflazione visto il -0,2% trimestrale di variazione dei prezzi al consumo) questa settimana la banca centrale deciderà sui tassi di interesse. Il 3 maggio non sono attesi tagli ma è chiaro che un allontanamento del rischio inflazione potrebbe convincere la RBA ad adottare un approccio più espansivo. A completare l’opera ci penseranno poi i dati su bilancia commerciale e vendita al dettaglio del 5 maggio. Reputiamo poi interessante il dato cinese sul Pmi manifatturiero (3 maggio) visto il suo impatto sull’economia australiana.

 

Trade della settimana

La decisione della Bank of Japan di non espandere il proprio piano di riacquisto titoli unito alla decisione di non tagliare i tassi, ha messo le ali allo Yen. Oltre 300 pips guadagnati in un giorno sulla maggior parte dei cross con quello più interessante che sembra essere NzdJpy. Qui di fatto il rimbalzo non è mai arrivato e questo lascia pensare alla concreta possibilità che la Nuova Zelanda (quindi la Cina) vadano incontro ad un rallentamento economico che richiederà altre misure espansive. Ecco allora che il tentennare di NzdJpy sui livelli attuali da inizio anno, potrebbe essere il preambolo per un affondo ribassista stavolta decisivo.

nzdjpy

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