Market Movers: Ci penserà la BCE a mettere la prima pezza?

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Market Movers

Ci penserà la BCE a mettere la prima pezza?

 

Miss Yellen all’angolo?

E’ innegabile che dal momento in cui la Fed ha alzato i tassi di interesse il mercato azionario ha cominciato una parabola discendente che ha accelerato fino alla chiusura di venerdì sera sui livelli minimi di agosto 2015. Brutti dati macro e incertezza nel mondo materie prime alla base di questo pessimismo dilagante, ma è la curva dei rendimenti ad esprimere una scomoda verità. Signora Yellen il suo rialzo dei tassi è stato inopportuno ed è per questo che compriamo tasso fisso lungo, questo sembra essere il messaggio recapitato dai mercati al Presidente della Fed. Situazione complicata ed amplificata da un petrolio che non arresta la sua caduta scendendo anche sotto quota 30$. Ora che farà la Fed il 28 gennaio? Bella domanda anche perché stoppare un ciclo restrittivo dopo 25 punti base sarebbe interpretato dai mercati come un autogol clamoroso di credibilità; allo stesso tempo proseguire potrebbe seriamente incrinare il rapporto con i mercati già stizziti per la prima mossa. La prossima settimana saranno diversi i dati che faranno da antipasto al FOMC. Soprattutto l’inflazione pubblicata il 20 gennaio, il Phily Fed del 21 gennaio e l’indice anticipatore del 22 gennaio saranno i principali market movers provenienti dalla sponda americana.

Mario Draghi fermerà l’emorragia?

Altra domanda che si pongono i mercati è quella legata al comportamento della BCE. Draghi a questo punto dovrà mettere in atto quelle parole “faremo tutto il possibile” pronunciate solo 1 mese fa quando le misure di QE vennero ampliate in termini di scadenza. I mercati si aspettano un allargamento di queste misure stavolta in termini quantitativi. Il non farlo non solo favorirebbe un ispessimento dello scenario deflazionistico, ma anche e soprattutto un EurUsd che potrebbe tentare di valicare la soglia di 1.10 vanificando gli sforzi fatti nell’ultimo anno dalla BCE per raffreddare il cambio.
Tra i dati più rilevanti della settimana ricordiamo l’indice di inflazione di Eurolandia il 19 gennaio (stessa data per il CPI inglese), l’indice Zew tedesco (19 gennaio) e i Pmi Euro previsti per il 22 gennaio. Ovviamente il meeting BCE del 21 gennaio rappresenterà l’evento clou della settimana.

 

 Trade della settimana

Ricordando che nella settimana corrente sono previsti in uscita i dati cinesi di produzione industriale , vendita al dettaglio e Pil il giorno 19 e che il Sud Africa renderà noti i dati di inflazione e vendite al dettaglio il 20 gennaio, sul fronte delle commodity currency il sell off della scorsa settimana è stato pesantissimo. In termini relativi però si può scegliere chi è meglio ad esempio tra Aud e Nzd. Il grafico riportato sotto mostra infatti un chiaro tentativo dell’Aud di invertire la tendenza di fondo. Il minimo del 2014 è stato seguito da un altro minimo nel 2015 più basso e poi un nuovo minimo nel 2016 più alto del precedente. Un testa e spalla rialzista? Questo dubbio verrà sciolto solo al superamento della neck line posta a 1.13, ma è chiaro che un superamento di quel livello sarebbe estremamente bullish per l’Aud rispetto al Nzd.

audnzd

 

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