Teoria Delle Onde Di Elliott – Guida Completa

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La Guida Completa alla Teoria delle onde di Elliott

 

Ralph Nelson Elliott (1871-1948), il fondatore della teoria delle onde che da lui prese il nome, dedicò gran parte della sua vita all’elaborazione di una sua personale visione del comportamento dei mercati finanziari, sotto l’influenza della teoria di Dow, che, in effetti, ha molto in comune con il principio delle onde di Elliot.
In una lettera del 1934 indirizzata a Charles J. Collins affermò di essere stato un sostenitore del servizio sul mercato aziendario di Robert Rhea e di conoscere il volume da questi scritto sulla teoria di Dow. Nel seguito della lettera definiva le sue teorie “un complemento indispensabile alla teoria di Dow“.
Fu proprio grazie all’assiduo carteggio intercorso tra i due e all’interessamento dello stesso Collins, che Elliott riusci a entrare a Wall Street e a veder pubblicato nel 1938, a opera di Collins, la prima monografia dedicata alla sua teoria.

Questa teoria è molto usata per identificare i cicli, i cicli sono argomento di analisi e vengono studiati in quella che viene definita “analisi ciclica” ed è una branca importante dell’analisi tecnica. Esistono strategie basate sui cicli che fanno dello studio di questi ultimi il pilastro portante di tutta l’operatività. I cicli sono utilizzabili, come il trend, su una vasta gamma di strumenti finanziari, in particolare ovviamente il forex, ma anche i CFD o i titoli azionari.

Figura 1 Figura principale con la suddivisione dei cicli.

Figura 1

 

Figura 2 La figura principale

Figura 2 

 

I numeri 1, 2, 3, 5, 8, 13, 21, 34, 55, 89, 144 non sono dei numeri casuali: fanno parte della sequenza di numeri di Fibonacci, che è la base mate­matica della teoria delle onde di Elliott Wave. Per il mo­mento, è sufficiente osservare nelle figure dalla 2 fino alla 1 la significativa caratteristica delle onde. Il fatto che un’onda prestabilita si divida in cinque o tre onde dipende dalla direzione della grande onda successiva. Per esempio, nella figura 3, le onde (1), (3) e (5) sono suddivise a loro volta in cinque onde perché l’onda 1, la successiva più ampia che le contiene, è rialzista. Poiché le onde (2) e (4) si stanno muovendo controtendenza, si suddividono in sole tre onde. Se si osservano più attentamente le onde di correzione (a), (b) e (c), che comprendono la grande onda di correzione due, si può notare che le due onde rialziste (a) e (c) sono state a loro volta rotte al ribasso in cinque onde: questo accade perché si stanno muovendo nella stessa direzione dell’onda maggiore 2. L’onda (b) è for­mata invece da solo tre onde poiché si sta muovendo in direzione opposta alla successiva onda 2, più larga. Essere in grado di determinare i cicli di tre o di cinque onde è ovviamente molto importante nell’applicazione di questa tecnica poiché suggerisce all’analista ciò che deve accadere in seguito. Per esempio, un movimento completo di cinque onde, sta a significare solita­mente che è stata completata solo una parte di una larga onda e che rimane an­cora molto da percorrere (a meno che sia la quinta di una quinta). Una delle regole più importanti consiste nel fatto che una correzione non potrà mai essere for­mata da cinque onde. Per esempio, in un bull market, cinque onde di ribasso pro­babilmente rappresentano la prima delle tre onde (a), (b) e (c) di ribasso e stanno a indicare una possibile ulteriore discesa. In un bear market tre onde di rialzo dovrebbero essere accompagnate da una ripresa del downtrend, mentre le cinque onde di rimbalzo dovrebbero portare a un possibile grosso movimento al rialzo e potrebbero anche rappresentare la prima onda di un nuovo bull trend.

Figura 3 Figura principale con numerazione delle onde di impulso e correzione.

  Figura 3

 

Le corrective waves od onde di correzione

In generale le corrective waves (od onde di correzione) sono definite meno chiara­mente e di conseguenza tendono a esser più difficili da identificare e da prevedere. Tuttavia, sono caratterizzate da una proprietà che ben le distingue: le corrective waves non possono mai essere formate da cinque onde.  Inoltre esse sono sempre tre e mai cinque, fatta eccezione per i triangoli. Vengono classificate in tre tipi: gli zig-zags, i flats e i triangoli.

 

Aspetti fondamentali del principio Elliott Wave

Vi sono tre aspetti importanti nella teoria delle onde: il pattern (cioè la figura), la ratio (cioè la percentuale) e il tempo, in questo ordine d’importanza.

Il pattern si riferisce alle figure delle onde o alle formazioni, ed è l’elemento più importante della teoria.

L’analisi della percentuale o ratio è utile per determinare i pUnti di ritraccia­mento e gli obiettivi di prezzo che si ottengono misurando la relazione tra le differenti onde.

Per finire, esiste anche una relazione con il tempo, che può essere usato per confermare le figure delle onde e le percentuali, sebbene alcuni “elliottiani” lo considerino come la componente meno attendibile nella previsione del mercato.

La teoria Elliott Wave fu applicata originariamente agli indici del mercato azionario, in particolare al Dow Jones Industrial.

Nella sua formazione principale, la teoria sosteneva che il mercato azionario seguisse un ritmo ripetitivo di cinque onde di rialzo seguite da tre onde di ribasso cosi come mostra il ciclo completo della figura 2. Se si contano le onde, si scopre che un ciclo è formato da otto onde, cinque rialziste e tre ribassiste che sono state numerate nella figura: le onde 1, 3 e 5 vengono chiamate impulse waves (od onde a impulso) e rappresentano le onde in rialzo, mentre le onde 2 e 4, che si muovono controtendenza si chiamano corrective waves (od onde di correzione) poiché sono delle correzioni delle onde 1 e 3. Una volta completato il rialzo delle cinque onde numerate, cominciano le tre onde di correzione, identificate dalle lettere a, b e c.

Per quanto riguarda la formazione costante delle varie onde bisogna fare una considerazione molto importante relativa al grado d’inclinazione: ne esistono di differenti gradi all’interno del trend ed Elliott infatti ne catalogò nove, che va­riano da un grand supereycle che si estende fino a 200 anni, a un’inclinazione subminuette comprendente solo poche ore. Il punto da ricordare è che le principali otto onde del ciclo rimangono costanti e non importa quale inclinazione di trend si sta osservando.

Ogni onda si suddivide in onde di grado inferiore le quali, a loro volta, possono essere suddivise in onde ulteriormente inferiori di grado: di conseguenza, ogni onda fa parte dell’onda successiva, con un grado d’inclinazione superiore.

La figura 3 dimostra questa relazione.

Le onde 1 e 2, più larghe, possono essere suddivise in otto onde inferiori le quali, a loro volta, possono essere suddivise in 34 onde inferiori, le onde più ampie (1 e 2) sono semplicemente le prime due all’interno di una quinta onda rialzista molto più grande. L’onda 3 fa parte del grado successivo di inclinazione superiore che sta per iniziare. Le 34 onde della figura 3 sono suddivise ulte­riormente nella successiva inclinazione inferiore della figura 1, che comprende 144 onde.

 

Gli zig-zags

Lo zig-zag è una figura di correzione a tre onde, in controtendenza al trend pri­mario, che rompe al ribasso con un sequenza di 5-3-5. Le figure 4 e 5 mostrano una correzione a zig-zag di un bull market, mentre un rimbalzo del bear market è rappresentato nelle figure 6 e 7. In tutte le figure si può notare che la mezza onda B rimane al di sotto dell’inizio dell’onda A, mentre l’onda C va ben oltre la fine dell’onda A.

Una variante meno comune dello zig-zag è il doppio zig-zag raffigurato nel­la figura 8. Questa variante si verifica talvolta nelle grosse figure di correzione.

In effetti, si tratta di due differenti figure a zig-zag, con sequenza 5-3-5, col­legate tra loro da una figura intromessa di a-b-c.

Figure 4 – 5 Esempi di zig-zag rialzista

 Figura 4Figura 5

Figure 6 – 7 Esempio di zig-zag ribassista

Figura 6Figura 7

 

Figura 8 Esempio di doppio zig-zag

Figura 8

 

I flats

Ciò che distingue la correzione a flat da quella a zig-zag è il fatto che essa segue una figura a 3-3-5. Si può notare dalle figura 10 che l’onda A è un’onda da tre anziché da cinque.

In genere il flat più che una correzione rappresenta un consolidamento e viene considerato come un segno di forza in un bull market.

Gli esempi raffigurati nelle figure dalla 9 alla 12 riportano dei normali flats.

Per esempio, in un bull market, l’onda B sale fino al top dell’onda A, mostrando una crescente forza del mercato. L’onda finale C termina in corrispondenza o appena sotto il bottom dell’onda A a differenza dello zig-zag, che scende invece ben al di sotto di tale livello.

Esistono due varianti “irregolari” alla normale correzione flat: il primo tipo di tali varianti viene rappresentato nelle figure dalla 13 alla 16: in particolare nelle figure 13 e 14 si può notare che, nell’esempio di un bull market, il top dell’onda B supera il top di A e l’onda C rompe il bottom di A.

Un’altra variante si verifica quando l’onda B raggiunge il top di A, ma l’onda C è incapace di raggiungere il bottom di A.

Naturalmente, quest’ultimo tipo di figura denota una crescente forza del mercato ribassista: ne è raffigurato un esempio in un bull market e in un bear market nelle figure dalla 17 alla 20.

Figure 9 – 10 Esempi di flat rialzisti con correzione normale

Figura 9Figura 10

 

Figure 11 – 12 Esempio di flat ribassista con correzione normale

Figura 11Figura 12

 

Figure 13 – 14 Esempio di flat rialzista con correzione irregolare

Figura 13Figura 14

 

Figure 15 – 16 Esempio di flat ribassista con correzione irregolare

Figura 15Figura 16

 

Figure 17 – 18 Esempio di flat rialzista con correzione invertita irregolare

Figura 17Figura 18

 

 Figure 19 – 20 Esempio di flat ribassista con correzione invertita irregolare

 Figura 19Figura 20

 

I triangoli

I triangoli si verificano solitamente sulla quarta onda e precedono il movimento finale nella direzione del trend primario.5 Di conseguenza in uh uptrend si può dire che i triangoli possono essere sia bullish sia bearish: sono bullish nel senso che indicano una ripresa dtWuptrend, mentre sono bearish poiché indicano che dopo un’ulteriore onda rialzista, probabilmente i prezzi arriveranno sui massimi (figura 21).

L’interpretazione che Elliott dà dei triangoli, rispecchia l’uso classico di queste figure, ma è arricchita di particolari. Il triangolo spesso viene conside­rato una formazione di continuazione e su questo anche Elliott è concorde: il suo triangolo è infatti una figura laterale di consolidamento, che rompe al ribasso in cinque onde; ogni onda è formata a sua volta da tre onde. Elliott ha inoltre classificato quattro differenti tipi di triangoli: ascendente, discendente, simme­trico e broadenìng, tutti già menzionati nel capitolo 6. La figura 21 mostra queste quattro varietà sia negli uptrends sia nei downtrends. Poiché nei commodity futures, talvolta le configurazioni grafiche non si for­mano interamente così come avviene nel mercato azionario, non è insolito trovare dei triangoli formati da sole tre onde anziché da cinque. La teoria di Elliott sostiene anche che la quinta e ultima onda all’interno del triangolo, talvolta rompe la sua trendline, generando un falso segnale, prima di dare inizio alla sua “spinta” nella direzione originale.

Il calcolo di Elliott per la quinta e ultima onda, dopo il completamento del triangolo, è essenzialmente lo stesso che si usa per i grafici classici, e cioè si immagina che il mercato percorra la distanza corrispondente alla parte più ampia del triangolo (la sua altezza). Esiste però un altro punto che finora non è stato qui menzionato: il timing del top o bottom finale. Concordemente a Prechter, si può affermare che l’apice del triangolo, cioè il punto in cui si incontrano le due trendlines convergenti, spesso segnala il timing per il completamento della quinta e ultima onda.

Figura 21 Triangoli di un’onda di correzione

 

 

Regola dell’avvicendamento

Nella sua applicazione più generale, questa regola o principio sostiene che il mercato spesso non si comporta in egual modo per due volte nello stesso per­corso. Se di recente si è verificato un certo particolare tipo di top o bottom, è probabile che l’evento non si ripeta in tempi brevi. La regola dell’avvicendamento non suggerisce esattamente ciò che succederà, ma ciò che probabilmente non succederà. La sua applicazione più specifica consiste nel prevedere quale tipo di figura di correzione ci si può aspettare; difatti le formazioni di correzione tendono ad alternarsi: cioè, se la seconda onda di correzione era formata da una figura semplice (a), (è) e (c) la quarta onda sarà probabilmente una figura complessa, per esempio un triangolo. Viceversa, se la seconda onda è complessa, la quarta sarà probabilmente semplice.

 

La quarta onda come area di supporto

Per concludere la discussione sulle formazioni delle onde e sulle guidelines bisogna menzionare anche l’importanza della quarta onda come area di supporto nei suc­cessivi bear market.

 

I numeri di Fibonacci sono la base del principio delle onde

 I numeri di Fibonacci sono alla base delle onde di Elliot, descriveremo i numeri di Fibonacci in uno dei prossimi articoli.

 

Conclusioni

È utile riassumere brevemente gli elementi più importanti della teoria delle onde per dare a ognuno di essi il giusto valore:

  • un ciclo completo di bull market è formato da otto onde, cinque rialziste, seguite da tre onde ribassiste;
  • un trend si divide in cinque onde nella direzione del successivo trend di più lungo periodo;
  • le correzioni si verificano sempre in tre onde;
  • i due tipi di correzioni semplici sono gli zig-zags (5-3-5) e i flats (3-3-5);
  • i triangoli sono solitamente formati da quattro onde e precedono sempre l’onda finale; possono anche essere delle onde b di correzione;
  • le onde si possono espandere in onde più lunghe e suddividere in onde più corte;
  • talvolta una delle onde a impulso si estende; le altre due dovranno quindi eguagliarsi in tempo e in grandezza;
  • la sequenza numerica di Fibonacci è la base matematica della teoria di Elliott;
  • il numero delle onde segue la sequenza numerica di Fibonacci;
  • le percentuali di Fibonacci e il ritracciamento sono utilizzati per determinare gli obiettivi di prezzo; i ritracciamenti più comuni sono del 62%, 50% e 38%;
  • la regola dell’alternanza suggerisce di non aspettarsi la stessa cosa per due volte di seguito;
  • il bear market non dovrebbe scendere al di sotto del bottom della precedente quarta onda;
  • la quarta onda non dovrebbe sovrapporsi alla prima onda (la regola non è così rigida nel mercato dei futures)’,
  • la teoria Elliott Wave è composta dai tre seguenti fattori: forma delle onde, percentuali e tempo, in questo ordine di importanza;
  • la teoria fu applicata originariamente agli indici del mercato azionario e non funziona altrettanto bene nei singoli titoli azionari;
  • la teoria funziona meglio in quei mercati di commodities maggiormente seguiti come per esempio l’oro;
  • la principale differenza nei mercati delle commodities è data dall’esistenza di bull market più contenuti.

Il principio della Elliott Wave è costruito sulle tecniche più classiche, come la teoria di Dow e le tradizionali configurazioni grafiche, la maggior parte delle quali può essere spiegata come parte della struttura della Elliott Wave.

La teoria delle onde è costruita sui concetto degli obiettivi d’inversione, usando la proiezione della percentuale di Fibonacci e la percentuale di ritracciamento per ottenere l’obiettivo di prezzo. Vedremo successivamente nel dettaglio cosa sono e come si usano le successioni di Fibonacci, vi consiglio a tal proposito di visitare spesso la sezione GUIDA FOREX di questo sito, troverete sempre nuovi articoli di approfondimento sul trading, inoltre potete iscrivervi alla newsletter forex, verrete notificati degli articoli più importanti e non riceverete pubblicità. La teoria delle onde pur prendendo in considera­zione tutti quei fattori già noti, va però oltre, dando loro più ordine e rendendoli più efficaci nella previsione di mercato.

 

La teoria delle onde dovrebbe essere utilizzata in correlazione con altri strumenti tecnici

Le figure di Elliott a volte sono chiare ma altre volte non lo sono affatto.

Cercare di forzare a tutti i costi un movimento di mercato non chiaro nel formato di Elliott, ignorando l’analisi di altri strumenti tecnici, corrisponde a un abuso della teoria.

Per un trading più semplice e matematico si consiglia di approfondire il metodo Forex Trading Non-Direzionale.

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