Un PANINO per misurare gli squilibri delle valute!

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pa707itIn una recente lezione, abbiamo parlato dei fattori che influenzano i tassi di cambio, questo genere di studio fa parte sempre dell’analisi fondamentale, che tenta di rilevare lo stato delle economie e possibili opportunità di trading, non necessariamente studiando il grafico, ma tenendo in considerazione altri elementi.

Oggi vederemo come sia possibile valutare lo squilibrio di una valuta rispetto ad un’altra, utilizzando quella che viene chiamata “teoria della parità dei poteri d’acquisto” o “PPP“.

Dopo aver illustrato la teoria, parleremo di un metodo interessante, basato su un panino, utile per lavorare utilizzando questi concetti.

Ma perché è utile trovare uno squilibrio?

Quando esiste uno squilibrio tra due valute, prima o poi esso tenderà a riassorbirsi e il relativo tasso di cambio a convergere.

Riconoscere i momenti di maggiore squilibrio può essere utile pertanto al fine di cercare opportunità di trading a favore del riequilibrio.

Se per esempio dalla nostra analisi risulta che l’EUR è sopravvalutato rispetto al dollaro USA, potremo vendere euro contando sul fatto che prima o poi lo squilibrio si riassorbirà e il valore dell’euro scenderà per riallinearsi e riequilibrarsi.

Un concetto simile si utilizza anche nell’analisi tecnica o nello swing trading ed è nota con il nome di “divergenza”. Non è argomento di oggi, mi fa comunque piacere citarla perché è un termine molto usato e non è mai troppo presto per iniziare a fare dimestichezza con le terminologie tecniche.

La teoria della parità dei poteri di acquisto 

La Teoria della Parità dei Poteri d’acquisto (Purchasing Power Parity o PPP) è basata sulla legge del prezzo unico. (i link vi porteranno su wikipedia, dove troverete le relative definizioni)

Il pilastro fondamentale della teoria è rappresentato dal fatto che:

in un mercato efficiente, il valore di una paniere di beni e servizi oggetti di libero scambio all’interno del paese X, aggiustato per il cambio vigente, dovrebbe essere venduto allo stesso prezzo applicato all’interno del paese Y.

Non vi spaventate, tra poco faremo un esempio e sarà tutto molto più chiaro.

Il valore di cambio tra le valute dei paesi X e Y dovrebbe in teoria essere determinato dal rapporto tra il prezzo globale del paniere di beni e servizi del paese X e quello del paese Y. Qualora, ai cambi attuali, il paniere di beni e servizi del paese X risultasse essere più a buon mercato di quello del paese Y allora, seconda la teoria, la maggiore domanda estera riporterebbe i prezzi di X sul valore di equilibrio.

La dinamica inflazionistica delle due aree di riferimento assume certamente una rilevanza fondamentale nella formazione del cambio e, ad un aumento dell’inflazione, dovrebbe corrispondere una svalutazione della valuta per mantenere invariato il PPP.

ESEMPIO PRATICO
Se in Italia un tablet costa 500 euro ad un cambio EurUsd di 1.30 (1 € = 1.30 $) il medesimo modello dovrebbe costare negli Stati Uniti 650 Usd. Se il costo del tablet venduto negli Usa (ad esempio su un qualunque sito online) risultasse pari a 500 Dollari allora il cliente italiano troverebbe più conveniente acquistare, al cambio attuale di 1.30, il tablet negli Stati Uniti.

Di fatto, ci troveremmo di fronte ad uno squilibrio del tasso di cambio, in quanto l’EUR risulterebbe in questo esempio sopravvalutato rispetto al dollaro.

Ovviamente appaiono evidenti i limiti di questa teoria; tariffe doganali, spese di trasporto, dazi, sono solo alcuni dei fattori che rendono molto più difficoltosa una precisa valutazione (e convenienza pratica) per effettuare acquisti all’estero a condizioni favorevoli.

Oltre al fatto che questa legge può essere applicata solo ai beni o servizi commerciabili a livello internazionale, escludendo perciò i beni immobili. Un altro elemento di criticità di cui tenere conto è legato al fatto che il paniere di beni e servizi utilizzato nella formulazione del PPP (il cosiddetto cambio di equilibrio) è uguale per tutti i paesi, sottostimando quelle che sono le preferenze di mercato dei vari consumatori mondiali, fattore determinante nella formazione di un prezzo di vendita.

Pur nel rispetto di questi limiti, l’analisi dello scostamento dei livelli di cambio attuali dal PPP fornisce l’immediato riscontro del fatto che una valuta sia sopra/sotto valutata in  termini fondamentali.

Nel breve termine questo dato non fornisce elementi di supporto al trading in quanto la tendenza a vedere una convergenza del cambio verso il livello di equilibrio richiede statisticamente tra i 4 e i 10 anni, pertanto potremmo utilizzare questo valore per un tipo di trading di posizione basato su operazioni di lungo periodo.

La tabella che segue riporta un esempio delle monete sopra e sotto valutate rispetto all’euro in base ai criteri stabiliti dall’Ocse.

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Se questo strumento non è utilizzabile per fare trading di breve termine, in alcuni casi offre però degli interessanti alert per l’investitore di medio periodo.

Prendiamo ad esempio l’EurUsd; il grafico che riportiamo sotto evidenzia come, dal 2003, il momento ideale per entrare long su EurUsd è stato quello in cui la sottovalutazione del Dollaro rispetto all’Euro si posizionava al di sopra della media decennale di -14%. Nel 2005, 2008, 2010 e 2012 sottovalutazioni del Dollaro comprese tra -6% e -12% hanno intercettato i minimi primari di EurUsd. Viceversa, percentuale di sottovalutazione del Dollaro inferiori al -30% hanno sempre intercettato i punti di massimo primario di EurUsd.

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Il panino usato per misurare lo squilibrio della valute è il Big Mac

panino-235x184Il Big Mac index o Indice Big Mac è uno strumento di comparazione del potere d’acquisto di una valuta stilato dal 1986 dal giornale economico “The Economist” ed aggiornato periodicamente dallo stesso editore.

Nell’indice Big Mac, il paniere è composto da un singolo Big Mac, così come viene venduto dalla catena di fast food della Mc Donald’s in tutto il modo. Il Big Mac è stato scelto perché è disponibile con le stesse specifiche in diverse nazioni del mondo, e gli affiliati McDonald’s locali hanno una notevole responsabilità nella negoziazione dei prezzi.

Per questi motivi, l’indice permette una comparazione significativa tra le valute di molte nazioni creando indicazioni su quanto può essere considerata “cara” in termini fondamentali una valuta rispetto ad un’altra, su operatività di lungo periodo.

Il rapporto della parità di potere d’acquisto del Big Mac tra due valute si ottiene dividendo il costo di un Big Mac in una nazione (nella sua valuta) per il costo di un Big Mac nell’altra nazione (nella sua valuta).

Questo valore viene confrontato con il tasso di cambio attuale; se è più basso, allora la prima valuta è sottovalutata rispetto alla seconda, mentre se è più alto, allora la prima valuta è sopravvalutata.

Un esempio può chiarire meglio il calcolo; se un Big Mac costa 3,67 € nell’Area Euro e 4.37 Dollari negli Stati Uniti; quindi il tasso della parità di potere d’acquisto è 4.37/3.67 = 1.19 ovvero 1 € per 1.19$. Alla luce del cambio €/$ per esempio di 1.29 possiamo dire che l’Euro è sopravaluto del 8% rispetto al Dollaro.

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I modelli che si basano sul PPP non sono uno strumenti di trading di breve termine, ma di indirizzo per valutare i fondamentali di una valuta e soprattutto il suo posizionamento rispetto a delle medie storiche. E’ normale ad esempio che i paesi emergenti vantino una sottovalutazione cronica della loro valute in quanto paesi esportatori che fanno leva sul cambio per cercare di aumentare le quote di mercato nei paesi sviluppati.

Quando però questo sottovalutazione, si allontana in maniera significativa dalle medie storiche allora questi numeri possono supportare l’investitore in determinate scelte sfruttando il cosiddetto principio della “mean reversion”.

Secondo la mean reversion ogni variabile finanziaria che si allontana di 1 o 2 deviazioni standard dalla media storica,  tende nel tempo a normalizzarsi e convergere verso la media stessa.

Negli ultimi anni si sono comunque sviluppati sistemi alternativi di valutazione basati sul PPP, tra questi ricordiamo l’iPod Index, lanciato nel 2007 dalla banca australiana CommSec, di recente trasformatosi in iPad Index.

In questo caso la release è annuale http://www.adviservoice.com.au/wp-content/uploads/2012/08/CommSec-iPad-index.pdf   ed anche qui, come per il Big Mac Index o Indice Big Mac, il concetto di fondo si basa sul fatto che l’iPad è prodotto prevalentemente in un unico paese con processi standard e con i medesimi componenti per essere poi venduto in tutto il mondo con prezzi fissati da Apple in maniera univoca.

Vi ricordo che il PPP da solo non sarà sufficiente a farvi ottenere successo nel mondo del trading, occorre una formazione accurata frutto di un percorso graduale e serio, che potrete affrontare con noi. Vi consiglio a tal proposito di valutare la nostra area formativa CHE TROVATE QUI, che non vi promette le favole, ma serietà e professionalità, un primo tassello per valutare il nostro valore, potrebbe essere anche la lettura del mio libro Forex Trading per Principianti – La Bibbia del Forex

ALLA PROSSIMA

BUON TRADING SERIO!

DAVID RUSCELLI

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