Perché è giusto inseguire l’indipendenza economica

Perché è giusto inseguire l’indipendenza economica
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Perché è giusto inseguire l’indipendenza economica


Perché è giusto inseguire l'indipendenza economica
Mettiamo subito le cose in chiaro: in questo articolo ti dimostrerò perché è giusto inseguire l’indipendenza economica.

Si sente parlare sempre più spesso di indipendenza economica o di libertà finanziaria.

Come mai? Perché sempre più persone cercano informazioni su come diventare finanziariamente liberi?

E ancora, siamo sicuri che sia la cosa giusta da fare?

In fondo, il lavoro nobilita l’uomo. È attraverso il lavoro che la società si è evoluta, e allora perché sempre più persone sembrano non vedere l’ora di vivere da pensionati precoci?

Che fine faremo se nessuno vuole più lavorare?

 

Che cos’è l’indipendenza economica


Prima di provare a rispondere a tutte quelle domande, è bene ripassare velocemente che cos’è l’indipendenza economica.

Ebbene, potrai dirti economicamente indipendente quando sarai in grado di far fronte alle tue spese senza avere più il bisogno di lavorare.

In pratica, quando i tuoi redditi passivi – quale che sia la loro provenienza: investimenti, attività online, network marketing – ti garantiranno entrate superiori alle tue spese.

La libertà finanziaria è qualcosa di più, anche se ognuno ha la sua…

 

Indipendenza economica e utilità sociale


Se hai studiato educazione civica – e di sicuro lo hai fatto -, saprai che ognuno di noi deve dare il suo contributo affinché la società prosperi.

“Il lavoro nobilita l’uomo” deriva proprio da questo. Attraverso il lavoro, i singoli cittadini contribuiscono al bene comune, e in cambio ricevono la “nobilitazione”.

È nobile aiutare il prossimo.

È nobile fare la propria parte.

Se tutto questo è vero, chi rincorre l’indipendenza economica sta percorrendo una strada che lo porterà dritto dritto verso la riprovazione della collettività.

 

Etica e fraintendimento


A quanto pare, perseguire il miglioramento delle proprie condizioni economiche fino al raggiungimento dell’indipendenza finanziaria, ci espone a forti critiche e, soprattutto, all’accusa di aver assunto comportamenti non etici.

“Vuoi l’indipendenza economica, vuoi smettere di lavorare? In altre parole, vuoi smettere di fare la tua parte per il bene comune? Vergogna!”

Fin’ora non ho sentito nessuno proporre la reintroduzione della lettera scarlatta per segnare gli immorali “adepti” della setta del FI (Financial Independence), però ho sentito da più di qualcuno e con le mie orecchie pronunciare frasi come quella riportata sopra.

Quella frase è figlia di un grande fraintendimento.

 

Il grande fraintendimento


Il fatto che chi persegue l’indipendenza economica desidera avere la possibilità di vivere senza dover più sottostare al “ricatto” del lavoro, non vuol dire che voglia trascorrere il resto della propria vita a sorseggiare un mojito dopo l’altro, standosene perennemente spaparanzato su una sdraio sotto una palma.

Una volta raggiunta una condizione economica per effetto della quale non sia più obbligatorio lavorare, non sta scritto da nessuna parte che non si possa continuare a farlo; anzi!

 

Obbligo contro volontariato


Molte persone sono costrette a svolgere un lavoro che non amano e che, molto spesso, è anche malpagato.

La prima cosa che queste stesse persone faranno una volta raggiunta l’indipendenza economica, sarà proprio quella di lasciare quel lavoro che erano arrivate ad odiare. Non ci trovo niente di strano, anzi, mi sorprenderebbe il contrario.

Lasciare un lavoro che odi è una grandissima liberazione.

Ma quando sei finanziariamente libero, puoi decidere di occupare le tue ore – quelle che una volta eri costretto a scambiare per denaro – in attività che ti piacciono.

indioendenza economica: aiutare il prossimoDove sta scritto che le attività che ti piacciono, che ti rendono orgoglioso di te stesso, che ti fanno sentire “nobile”, non possano essere utili alla collettività?

Il volontariato è forse immorale?

Quanto può essere nobilitante aiutare le persone meno fortunate di noi?

Immensamente!

Alla luce di tutto questo, è chiaro che perseguire l’indipendenza economica non vuol dire fregarsene dei propri obblighi morali nei confronti del prossimo; tutt’altro.

 

Va bene l’altruismo, però…


Affermare di voler raggiungere l’indipendenza economica con lo scopo di aiutare gli altri, rischia di suonare un tantinello ipocrita.

La verità è chiunque stia battendo questo percorso, lo sta facendo anche per se stesso e per i suoi cari.

Anche in questo, credo, non ci sia proprio nulla di sconveniente.

Quindi, d’accordo il contribuire al bene comune, ma anche un po’ di sano egoismo non guasta.

Non c’è dubbio, infatti, che raggiungere l’indipendenza economica, porta con sé tantissimi vantaggi. Vediamone qualcuno.

 

Assicurazione sul proprio futuro


indipendenza economica: assicurazione sul futuro
Come sai, nella vita qualcosa può sempre andare storto.

Al giorno d’oggi il posto fisso non esiste più – forse se ne può ancora parlare nel settore pubblico, ma fino a quando? -, e la pensione somiglia sempre più a un miraggio.

Le aziende che chiudono, ristrutturano o che si trasferiscono in Paesi più convenienti non si contano più.

Proprio recentissimamente è balzato agli onori delle cronache il caso della storica Pernigotti. Dopo averla acquisita, infatti, la nuova proprietà turca ha deciso di chiudere lo stabilimento di Novi Ligure, nel quale lavoravano circa 250 dipendenti.

“Lavorare” per raggiungere l’indipendenza economica, ti mette al riparo da situazioni come questa. Situazioni, ahimè, sempre più comuni.

 

Libero arbitrio


L’indipendenza economica ti offre la possibilità di esercitare veramente il tuo libero arbitrio.

Non essendo costretto a trascorrere la maggior parte del tuo tempo sul posto di lavoro, avrai la possibilità di scegliere a che cosa dedicarti, quali progetti seguire, quali sogni realizzare.

In pratica, ti permette di utilizzare il tuo tempo per fare che ciò che ti piace e non ciò che tuo malgrado sei obbligato a fare.

 

La qualità del tempo


Chi deve lavorare per vivere non fa altro che scambiare il proprio tempo per denaro.

Coloro che possono permettersi di vivere senza dover lavorare per forza, scambiano il loro tempo per soddisfazione e per amore.

Pensaci bene, quante ore trascorriamo fuori casa per lavoro e quante insieme ai nostri cari?

Quanti genitori escono di casa al mattino quando i figli ancora dormono e vi rientrano solo qualche ora (a volte qualche minuto) prima che i bambini vadano di nuovo a letto?

Non è frustrante tutto questo?

Al contrario, non è meraviglioso poter dedicare molte ore ai propri figli?

La qualità del tempo è molto più elevata per chi è finanziariamente libero rispetto a chi non lo è; su questo non ci piove!

 

Il tuo posto nel mondo


indipendenza economica: il tuo posto nel mondo
Un altro indubbio vantaggio offerto dall’indipendenza economica è senza ombra di dubbio la libertà di scegliere dove vivere.

Non essendo costretto a lavorare, non sarai neanche più obbligato a vivere nei pressi del tuo posto di lavoro.

Non è una libertà da poco. Pensa a chi ama alla follia la montagna ma no ha mai potuto viverci se non per qualche giorno durante le ferie.

Per il mare, il lago, la campagna o la città vale la stessa cosa.

Ma ti dirò di più, oltre a consentirti di vivere nel posto che ami di più al mondo, l’indipendenza economica ti permette anche di scegliere di non scegliere. Di fatto, potresti anche optare per non vivere fisso in posto ma spostarti di continuo. Non mi viene in mente un esempio più calzante di libertà.

 

Felicità


Felicità è una parola molto bella ma anche difficile da definire.

Che cosa significa per te?

Non posso certo saperlo io, che a malapena saprei dirti quello che significa per me.

Detto questo, avere più tempo da dedicare ai propri cari, avere una maggiore sicurezza del futuro, poter scegliere di dedicarci alle attività che più ci danno soddisfazione e vivere nel luogo che più ci piace, somiglia molto a una definizione di felicità.

 

Eh, che bei sogni…


Di’ la verità, stai pensando proprio a questo, ossia al fatto che l’indipendenza economica non è altro che un sogno.

Mi spiace deluderti, ma non è affatto così. L’indipendenza economica non è altro che matematica.

Tutti possono raggiungerla a patto di volerlo per davvero, di metterci tanta buona volontà e utilizzando gli strumenti giusti.

 

Lavora, risparmia e investi


Se davvero vuoi raggiungere l’indipendenza economica e beneficiare di tutti i vantaggi che ti ho appena descritto, non devi fare altro che applicare alla lettera la più semplice delle ricette:

  • LAVORA

  • RISPARIMIA

  • INVESTI

Lavora per garantirti la possibilità di far fronte alle spese di tutti i giorni, ma non solo.

Dovrai lavorare anche per risparmiare ogni mese almeno il 10-20% delle tue entrate e per costruirti dei redditi passivi.

Risparmia sempre e con un preciso obiettivo in testa: investire.

Investi sempre e soltanto in strumenti seri. Non mettere un centesimo in cose che non capisci e che non abbiano delle prove documentate che ne attestino redditività e sostenibilità.

Fai queste tre semplici cose mese dopo mese, anno dopo anno, e vedrai che quello che ti sembrava un sogno diventerà realtà.

 

L’aiutino che non fa mai male


Anche nel percorso verso l’indipendenza economica, un aiutino non fa mai male.

Prendilo come un premio per aver letto tutto l’articolo.

Poco fa ho parlato di strumenti di investimento profittevoli e sostenibili. Probabilmente ti stai spremendo le meningi per ricordartene almeno uno.

Lo so, non è facile. Non lo è perché non ce ne sono tantissimi.

Io ne conosco uno che utilizzo personalmente da anni. Si chiama PEM®.

Se vuoi saperne di più devi fare due semplici cose:

1 – Iscriviti a questa NEWSLETTER;

2 – Chiedi di entrare in questo Gruppo Facebook.

 

 

 

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