Territorialità dell’imposta tra residenza fiscale e valutaria

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territorialità dell'impostaUna volta determinato il soggetto passivo d’imposta sulle rendite finanziarie è importante determinare la territorialità dell’imposta, e precisamente:

  • Residenza: se il parametro è quello della residenza la tassazione è applicata sul soggetto residente per i redditi prodotti in tutto il mondo;
  • Fonte di provenienza: se il parametro è quello della fonte di provenienza verranno tassati tutti i redditi prodotti in quel paese.

 

a) Residenza Fiscale

I problemi possono sorgere nel caso in cui i redditi prodotti da un soggetto residente siano provenienti da altro Stato in quanto i due Stati potrebbero cercare di percepire un imposta sullo stesso reddito colpendo il percettore 2 volte.

Premettiamo che il TUIR D.P.R. 917/1986 considera residenti in Italia tutte le persone fisiche che sono iscritte all’anagrafe almeno 183 giorni all’anno. La stessa cosa vale per i cittadini italiani che hanno cambiato la residenza presso paesi facenti parti della “Black List”

Per le società vige il certificato camerale che dichiara la sede legale o amministrativa in Italia.

b) Residenza Valutaria

Vi sono persone fisiche che posso essere prive della cittadinanza italiana ma non dimora abituale nel bel paese e soggetti ad obblighi posti dalle leggi valutarie. In questo caso il reddito prodotto in Italia da un non residente vengono prodotti da un “soggetto valutariamente non residente”.

Quindi esistono due tipologie di clienti:

  • Valutariamente residente in Italia;
  • Valutariamente non residente in Italia;

Nel primo caso hanno l’obbligo di avere il conto corrente in Italia, mentre nel secondo caso possono detenere conto correnti esteri anche in valuta differente. In entrambi i casi il fisco italiano assoggetterà i redditi al prelievo fiscale.

Gli accordi contro le doppie imposizioni prevedono delle convenzioni tra diversi paesi. Nel frattempo il legislatore ha previsto una tassazione per i paesi della White List dai paesi della Black List.

Si pensi che in Europa, grazie alla armonizzazione, gli interessi attivi vengono assoggettati in alcuni paesi ad una ritenuta d’imposta mentre tra tutti quanti esiste un sistema di comunicazione che permette ad ogni Stato dell’Unione Europea di conoscere i percettori grazie allo scambio dei dati. Non hanno ancora aderito alla convenzione Austria, Belgio e Lussemburgo. Ricordiamo che Austria, Belgio e Lussemburgo si sono impegnati a trattenere una ritenuta che è partita al 15% passata al 20% per terminare al 35%. Tale ritenuta, a scelta del paese, potrà essere considerata come una ritenuta d’acconto o d’imposta.

impostaI non residenti, di paesi che consentono lo scambio di informazioni, che investono in Italia sono esentati dall’imposta sugli interessi e sulle plusvalenze. Mentre i dividenti sono tassati al 27% con il diritto alla restituzione del 12% se dimostrano di aver pagato l’imposta nel loro paese estero.

I residenti che investono all’estero possono:

  • Utilizzare intermediari autorizzati che operano come sostituti d’imposta affinché il percettore sia coperto da ogni adempimento;
  • Utilizzare intermediari esteri (autorizzati dai loro paesi) dove il percettore indicherà nella dichiarazione dei redditi. Tali redditi saranno soggetti a tassazione separata. Esiste la possibilità per il percettore di optare per la tassazione ordinaria (esclusione della tassazione separata) usufruendo di un credito d’imposta pagata all’estero.
  • Nel caso di società di capitali gli interessi sono assoggettati a Ires.

Nelle prossime pubblicazioni approfondiremo i redditi percepiti dalle attività degli intermediari esteri, dove oltre ad approfondire la tassazione dei redditi parleremo sugli adempimenti del percettore, sulle modalità di denuncia nella dichiarazione dei redditi e sul valore del cambio di valuta.

 

 

 

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