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Un grande obiettivo, o tanti piccoli obiettivi?

obiettivi

L’obiettivo di questo articolo è quello di cercare di capire se fissare degli obiettivi sia una pratica vantaggiosa per il raggiungimento degli stessi, oppure no.

Se questa frase iniziale ti è sembrata un tantino contorta, non preoccuparti, le prossime saranno anche peggio poiché, al contrario del solito, questa volta non so neanche io dove mi porteranno i ragionamenti che sto per fare; anzi, che stiamo per fare insieme, sempre ammesso che tu voglia seguirmi in questo viaggio dalla meta oscura.

I propositi per il nuovo anno

Tralasciando il fatto che siamo ancora in agosto, sono proprio i famosi “propositi per il nuovo anno” ad avermi dato lo spunto per la riflessione che stiamo per fare.

La stragrande maggioranza delle volte, infatti, i propositi per l’anno a venire finiscono in un deludente ma anche abbastanza prevedibile nulla di fatto.

dimagrireL’anno prossimo perderò 10 chili!”

A gennaio parto sparato, quaranta minuti di camminata al giorno, palestra due volte alla settimana, niente cibo-spazzatura. Poi, dopo gennaio arriva febbraio e tra una scusa raccontata a me stesso e l’altra, incomincio a saltare qualche camminata, qualche seduta in palestra e qualche schifezzuccia ogni tanto me la concedo, tanto è una volta, che sarà mai?

E poi, arrivo a maggio, la prova costume si avvicina minacciosa e di chili ne ho persi zero virgola: delusione e frustrazione mi assalgono.

Obiettivo fallito, ancora una volta. Forse sarebbe stato meglio se non me lo fossi prefissato, almeno non ci sarei rimasto così male per non averlo raggiunto…

Motivazione intrinseca vs. motivazione estrinseca

Qual è la motivazione che mi spinge a recarmi in palestra due volte alla settimana e a camminare per quaranta minuti ogni santo giorno?

Perdere peso! Questa è una motivazione estrinseca poiché compio delle azioni oggi in cambio di un godimento o, se preferisci, un risultato futuro: perdere 10 chili.

Se invece io mi recassi in palestra per il piacere di fare attività fisica o perché l’allenamento mi fa sentire più vivo e forte; ebbene, in quel caso a muovermi sarebbe la motivazione intrinseca, poiché sarebbe l’attività stessa a procurarmi del godimento.

Domanda: ho più probabilità di raggiungere il traguardo dei meno dieci chili se a muovermi è la motivazione estrinseca o quella intrinseca?

Il godimento immediato vince sempre

Se vado in palestra perché mi piace allenarmi non salterò una seduta, quindi perderò i dieci chili e non li riprenderò in futuro poiché continuerò a frequentare la palestra.

Al contrario, se allenarmi è una tortura, potrei comunque arrivare a perdere i famosi dieci chili – perché sono testardo e se mi metto una cosa in testa la faccio –, però poi, una volta tagliato il traguardo, smetterò di frequentare la palestra con il risultato che poco per volta quei chili perduti ritorneranno ad appiccicarsi al mio corpo.

E se stuzzicassi la mia motivazione intrinseca, promettendomi dei premi in cambio dello sforzo di fare qualcosa che proprio non mi andrebbe di fare?

Lo zuccherino non funziona

zuccherinoNon mi va di andare in palestra perché non mi piace, però mi dico: “Ok, se vai ad allenarti dopo ti concedi un gelato”.

Può avere senso una cosa del genere? Magari in palestra ci vado perché alla promessa di un gelato non so dire di no, però qual è il risultato che ottengo? Che sudo per perdere peso e subito dopo faccio qualcosa che me lo farà riprendere!

Cambiando metafora, se dici a tuo figlio che se farà i compiti, poi potrà guardare la TV, in realtà non gli stai insegnando l’importanza di fare i compiti, non gli stai inculcando il piacere dell’apprendimento, ma solo quello di guardare la TV.

Se l’obiettico è SMART lo raggiungi

Secondo le scritture, gli obiettivi dovrebbero essere SMART, ossia: Specific, Measurable, Achievable, Realistic, Time-constrained (Specifico, Misurabile, Raggiungibile, Realistico, Con una data limite).

Negli anni ’60, alla Ford Company avevano notato che i veicoli piccoli e poco costosi stavano crescendo di popolarità. Il CEO fissò un obiettivo ambizioso, entro il 1970 avrebbero dovuto produrre un’auto sotto le 2000 libbre di peso e i 2000 dollari di prezzo (al cambio di oggi sarebbero 12/13000).

Nel settembre del 1970 la Ford Pinto, ovvero un veicolo da meno di 2000 libbre e sotto i 2000 $, entrò in produzione.

Obiettivo SMART, obiettivo raggiunto!

Se l’obiettivo è SMART lo raggiungi, ma anche no

È vero che gli ingegneri della Ford furono in grado di rispondere alle richieste del CEO, però per stare dentro la specificità di quegli obiettivi, non si curarono molto di altri aspetti quali la qualità e la sicurezza.

ford pinto on fireLa Ford Pinto aveva il serbatoio carburante posizionato in modo tale che anche a seguito di un lieve impatto, l’auto avrebbe potuto prendere fuoco facilmente. Si calcola che 53 persone persero la vita a seguito di incendi causati da questo difetto di fabbricazione. Nel 1977 le Ford Pinto dovettero essere richiamate, producendo un danno economico e di immagine non indifferente.

L’obiettivo era sì SMART, ma anche poco intelligente!

Se il tuo obiettivo SMART è quello di risparmiare 500 euro al mese e per perseguirlo compri solo cibo a basso prezzo, potrebbe darsi che i 500 euro da parte li metti, ma alla lunga la tua salute potrebbe risentirne.

Gli obiettivi ti rendono insoddisfatto del momento presente

L’obiettivo implica una fase, talvolta abbastanza lunga, nella quale devo compiere dei sacrifici, fare cose che non amo, in cambio di un risultato del quale potrò godere solo in futuro.

Questo mi porta a provare dell’insoddisfazione nel momento presente.

È vero, so bene che sto “soffrendo” oggi per godere dieci volte tanto domani, però intanto il mio io di oggi sbuffa e si deprime perché ha la sensazione di perdersi le gioie del presente.

Non so come la vedi tu, ma da tutti questi ragionamenti si direbbe che fissare degli obiettivi non sia propriamente una grande idea.

Però, d’altro canto, io non mi ci vedo proprio a vivere una vita priva di traguardi da raggiungere!

Obiettivo o non obiettivo, questo è il dilemma

Abbiamo appurato che l’atto di fissare degli obiettivi produce delle controindicazioni, però è anche vero che il fatto di darsi dei traguardi rende la vita più frizzante, più entusiasmante.

La matassa si ingarbuglia sempre più. Tirando le somme, credo, che le opzioni sul da farsi siano tre:

1) Non fissare alcun obiettivo: vivere alla giornata.

Boh, sarà pure figo per un po’, però alla lunga mi annoierei a morte; devo avere dei progetti da seguire altrimenti mi sentirei vuoto; quindi, non so tu, ma io questa opzione la scarto.

2) Fissare pochi obiettivi ma buoni: in sostanza dovremmo selezionare gli obiettivi e fissare solo quelli veramente importanti; però come facciamo a sapere quali sono veramente importanti e quali no? Neanche questa soluzione mi pare un granché.

3) Fissare degli obiettivi intermedi: in pratica ci concentriamo sulle singole azioni e non sul risultato finale al quale quelle stesse azioni porteranno. Tornando all’esempio dei dieci chili, anziché dirmi: “il mio obiettivo è perdere dieci chili”, potrei dirmi: “il mio obiettivo è camminare tutti i giorni, andare in palestra due volte a settimana e mangiare sano”.

Conclusioni

Abbiamo capito che fissarsi degli obiettivi, per quanto SMART possano essere, non risolve i nostri problemi; anzi, potenzialmente ce ne crea.

D’altro canto, ci siamo resi conto che anche non fissarsi affatto dei traguardi risulta un atteggiamento poco saggio, poiché in tal caso, le nostre esistenze risulterebbero piatte.

Alla fine della fiera, sembrerebbe che la soluzione ideale stia nel mezzo, ossia nel fissare degli obiettivi parziali, intermedi.

Traslando queste conclusioni nel mondo degli investimenti, mi verrebbe da dire che non è tanto importante fissarsi l’obiettivo della libertà finanziaria, quanto tutti quegli obiettivi intermedi da raggiungere l’uno dopo altro.

Mi viene facile usare una metafora sportiva per rafforzare il concetto. La libertà finanziaria è lo scudetto, o se preferisci il Giro d’Italia, mentre le singole partite/tappe sono altrettanti obiettivi intermedi. Insomma, prepariamoci a vincere la prossima partita, che gara dopo gara arriveremo anche al risultato finale.

Da oggi in avanti punterò solo e soltanto ai piccoli obiettivi ma non smetterò mai di darmeli!

Se sei arrivato fin qui ti meriti i miei più sinceri complimenti. Le premesse di questo articolo non erano certo molto allettanti, eppure mi hai accompagnato fino in fondo: grazie!

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